Il direttore del MANN Paolo Giulierini al Museo campano di Capua con il suo libro “L’Italia prima di Roma”

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Al Museo Campano a Capua lunedì 13 novembre ore 18.30, nell’ambito degli Appuntamenti al Museo di Capua il Luogo della Lingua festival, sarà presente il Direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) Paolo Giulierini, autore del libro “L’Italia prima di Roma. Sulle tracce degli antichi popoli italici” (Rizzoli).

Interverrà Carlo Rescigno, Professore ordinario in Archeologia Classica presso Università degli Studi della Campania – Luigi Vanvitelli, Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Presidente CdA Museo campano; condurrà Daniela De Rosa, Professoressa Liceo Salvatore Pizzi; saluti di Gianni Solino, Direttore del Museo campano. L’evento si svolgerà sotto l’egida del Patto per la Lettura per Capua – Città che legge è in collaborazione con Liceo Salvatore Pizzi.

Bruno-Cristillo-Fotografo
Terrazza Leuciana
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Il libro nasce dall’esperienza nel Museo che, sotto la guida di Giulierini, ha completato la riapertura. Giulierini, con questo libro solleva il tappeto dell’impero romano e svela il mosaico dei popoli pre-latini.

«Da otto anni guido il Mann che è la celebrazione della romanità, – dice Giulierini – ma ogni volta che abbiamo riaperto una sezione, da quella della Magna Grecia a quella Campana, ho iniziato a guardare con attenzione sempre maggiore alle altre collezioni. Così ho voluto restituire dignità a questa miriade di popoli — che hanno connotato fortemente l’italianità — sottomessi da Roma e le cui tracce sono riemerse con l’avvento dei barbari».

Il secondo mandato del direttore è scaduto il 30 settembre, poi prorogato fino al 14 novembre. Lo scenario è cambiato con il passaggio del Mann a museo di prima fascia, voluto dal ministro Gennaro Sangiuliano e ufficializzato a fine luglio.
Questa novità consente legalmente che il direttore Giulierini si ricandidi alla guida del Mann, partecipando al nuovo bando per la direzione.

«Lo farò con molto slancio, ma questo non significa che sarò selezionato. La parola va poi alle commissioni ministeriali: sono un soldato, lo Stato deciderà dove inviarmi e io farò il mio dovere; meglio per me se sarà Napoli».