Il diritto e il dovere di cronaca

Il diritto e il dovere di cronaca

La narrazione di fatti rivolta alla collettività indiscriminata che si evidenzia con la manifestazione libera del pensiero rappresentano quanto sancito dall’art.21 della nostra Costituzione a fondamento del diritto di cronaca che, pertanto, ha come funzione l’informazione della collettività.

La raccolta delle informazioni con la loro diffusione sono determinanti per avere un corretto e consapevole esercizio della sovranità popolare come sancito dall’art.1 della Costituzione inoltre la collettività necessita di un  diritto alla informazione sia perché funzionale all’esercizio della sovranità popolare costituzionalmente riconosciuta e sia perché favorisce la crescita della collettività  in termini culturali e intellettuali.

Pertanto sotto tale ottica relativa al diritto ad essere informata da parte della collettività scatta un obbligo all’informazione  con riferimento a quei soggetti che esercitano un servizio dichiarato pubblico dalla legge, perché inteso in favore della collettività indiscriminata. “I soggetti titolari di concessione per la radiodiffusione sonora o televisiva in ambito nazionale sono tenuti a trasmettere quotidianamente telegiornali o giornali radio” (art. 20, comma 6°, L. n. 223/1990, nota come “legge Mammì”, confermato dalla L. n. 112/2004, nota come “legge Gasparri” e dall’art. 7, comma 2° lett. b), D.Lgs. n. 177/2005, noto come “Testo Unico della radiotelevisione”).

La Legge n. 47/1948 cosiddetta – legge sulla stampa –  non norma alcun  obbligo di informazione che possa ricondursi a quello dei concessionari radiotelevisivi nazionali. Tanto è vero che l’attività di quasi tutti i quotidiani ed i periodici è esclusivamente informativa.

Vi sono, altresì, norme deontologiche che disciplinano la professione giornalistica e che espressamente parlano di “diritto dei cittadini all’informazione” e di “diritto dovere di cronaca”, senza fare distinzione tra mezzi di informazione.

Il diritto di cronaca prevale sul diritto del singolo individuo, anche se “inviolabile”. Il reato di diffamazione e l’illecito civile non trovano applicazione, pur in presenza di una obiettiva lesione. In quanto il comportamento illecito risulta essere scriminato non rilevando alcuna responsabilità per le lesioni subite.

Il diritto di cronaca si concretizza allorquando si rappresenta la realtà dei fatti, il pubblico interesse di ciò che si narra e la corretta e civile esposizione dei fatti. In caso contrario il diritto di cronaca diventa illecita manifestazione del pensiero. Inoltre colui che espone notizie od esprime un pensiero con diversi mezzi tecnicamente idonei ad informare una cerchia indeterminata di persone può beneficiare del diritto di cronaca. Per cui la funzione della cronaca è raccogliere le informazioni di pubblico interesse per poi diffonderle alla collettività. In tal senso il diritto di cronaca si applica a chiunque descriva un avvenimento, pur non essendo iscritto all’albo dei giornalisti, o un evento di pubblico interesse, attraverso qualsiasi mezzo di diffusione.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco