Disastro di Černobyl, il 26 aprile ricorre il 34esimo anniversario

Disastro di Černobyl
Crédit Photo: Flickr – Ashley Smith

Era il 26 aprile 1986, esattamente 34 anni fa, quando accadde il più grave disastro nucleare della storia nella città ucraina di Černobyl’.

Classificata al grado massimo della scala Ines, con cui l’Agenzia internazionale dell’energia nucleare misura gli incidenti all’interno delle centrali atomiche, la catastrofe accadde nella centrale nucleare sovietica intitolata a Lenin nel corso di un test di sicurezza durante il quale il personale fu responsabile di manovre azzardate, portando la temperatura del reattore nucleare oltre i limiti di guardia imposti. Ne conseguirono una serie di esplosioni, un vasto incendio e una fuga di materiale radioattivo di dimensioni colossali.

Portate dai venti, le nubi radioattive si diffusero in tutta Europa, toccando anche la nazione italiana. Il numero delle vittime prodotto nel tempo da tale catastrofe è molto variabile e risulta ancora oggi difficilmente calcolabile; le vittime non risultano essere esclusivamente le persone coinvolte al momento dell’esplosione, ma si aggiungono a queste anche tutti coloro i quali, nel corso degli anni, hanno subito notevoli ripercussioni a causa del materiale tossico sprigionatosi.

La catastrofe divenne immediatamente un caso politico, soprattutto a causa del tentativo maldestro del governo sovietico di insabbiare gli eventi. Il regime ammise con voluto ritardo l’evento catastrofico, solo successivamente la denuncia di alcuni esperti svedesi, scatenando proteste in tutto il mondo.

Una notizia diffusa alcuni giorni fa, nel pieno dell’emergenza  sanitaria globale del Coronavirus, è proprio proveniente dalla città di Černobyl’, la quale continuerebbe a bruciare. Le fiamme, che vanno avanti da ormai  più di due settimane, non accennano a diminuire; infatti l’area coinvolta dai roghi adesso supera i 40mila ettari ed interessa soprattutto la zona occupata dalla centrale nucleare.