Fa discutere il caso del clochard alla Rotonda di San Nicola, l’Angelo degli Ultimi scrive al sindaco Marotta

Le voci di quartiere dicono che staziona lì, sotto un mare di coperte sporche da molti anni. E così la sua storia è stata segnalata, prima alle autorità locali, senza nessun risultato, almeno inizialmente, poi sui social network. Commenti buoni e meno buoni all’indirizzo di quest’uomo di cui ancora si sa ben poco, qualcuno invoca il buon cuore delle istituzioni affinchè lo aiutino, altri invece sbraitano sul decoro della città messo in pericolo dalle condizioni del clochard. Pochissimi invece coloro che toccati davvero dalla situazione hanno saputo recarsi sul posto ed offrire aiuto a questa persona.

Tra le varie segnalazioni, una in particolare è giunta all’Associazione l’Angelo degli Ultimi ed ha cominciato a smuovere delle acque che rischiavano sempre più di impantanarsi, fino ad arrivare chissà, forse alla morte del giovane. La presidente Antonietta D’Albenzio, accompagnata da vari volontari, si è portata sul posto dove ha potuto conoscere nei particolari la sua storia da alcuni commercianti del luogo. Il giovane a quanto pare si chiama Bamba Samake, 25 anni, ha lavorato per svariati anni sempre a San Nicola ed era benvoluto da tutti. Purtroppo dopo la chiusura del Centro di Accoglienza che lo ospitava ha cominciato a vivere per strada facendo uso di droghe che lo hanno ridotto in uno stato davvero drammatico e precario, anche dal punto di vista piscologico.

Nel corso degli anni, numerosi conoscenti ed amici hanno cercato di aiutarlo portandolo anche in qualche casa famiglia o alla Caritas, ma Bamba scappa continuamente e torna alla Rotonda, che lui, nelle rare volte che comunica lucidamente, dice di essere casa sua.

L’Associazione è dunque ritornata più volte sul posto, controllando il suo stato di salute,  ripulendo anche insieme al supporto di un giovane commerciante indiano che spesso, con sua madre, si occupa di rifocillare e sostenere per quanto possibile Bamba, incontrando anche un gruppo di giovani della chiesa locale che cercava di dargli una mano. E’ stato chiamato il 118 con la speranza che possa ricevere cure adeguate dal servizio di Igiene Mentale dell’Asl ma gli operatori del 118 pur riconoscendo la necessità di queste cure hanno riferito che è necessaria un’ordinanza del Sindaco o degli assistenti sociali.

“Il ricovero nel centro di accoglienza è assolutamente insufficiente – spiega Antonietta D’Albenzio, dopo la notizia che i volontari dei Carabinieri del Nucleo Reggia di San Nicola, avevano portato Bamba presso la Casa del Sorriso di Caserta questa notte – è un ristoro provvisorio, un letto, un pasto e una doccia. Il caso di Bamba è molto difficile, deve fare un lungo percorso, essere seguito da medici specialisti, una struttura adeguata che lo sappia anche curare. Anche per questo stamattina ho reputato necessario scrivere sulla pagina facebook del Sindaco affinchè potessi spiegargli che non era il caso di esultare,non è una vittoria, Bamba infatti è già ritornato alla rotonda, e stiamo punto e a capo”.

Di seguito la nota che la presidente ha scritto al primo cittadino Marotta:

“Caro Sindaco vorrei farle sapere che nei centri di accoglienza si può solo avere un letto, una doccia e un pasto caldo, per le cure di cui il ragazzo ha bisogno ci vogliono strutture adeguate alla sua patologia. In verità non mi sembra il caso di esultare per un letto visto che il problema resta ed è grave.
A questo punto ne va della vita di un essere umano, onore ai vigili e ai Carabinieri che almeno per pochi minuti sono riusciti a convincere il ragazzo ad andare nel centro di accoglienza ma , come era prevedibile Baba è già tornato sul posto. Adesso occorrono i vostri servizi sociali affinchè non venga abbandonato. Distinti saluti e ancora grazie di cuore per quello che fate”.

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