DL Ristori, Confimprese Caserta: “Se la cessione del credito non viene fermata centinaia di imprese in difficoltà”

Foto di repertorio. Confimprese Caserta alla presdienza del consiglio regionale

Dopo tante discussioni, proposte emendative segnalate alla legge di Bilancio 2021 riguardo la possibilità di cedere anche parzialmente i crediti maturati attraverso investimenti attuando la disciplina tecnologica e digitale 4.0 e votazioni nelle aule e commissioni , la RAGIONERIA DI STATO ha chiesto di stralciare dal maxiemendamento DL RISTORI la cedibilità degli stessi crediti .

L’atto di cessione del credito richiesto a gran voce da Confimprese Italia nella sezione territoriale di  Caserta il 26 Febbraio 2021 dal Presidente Ivan Marandola e dal Segretario Pietro Monaco nella nota inviata al Senatore Giovanni Pittella (Relatore dell’Emendamento 122.034 per la cessione del Credito di Imposta per il piano 4.0. Giugno 2020) ed al Presidente del Consiglio Regionale l’On. Gennaro Oliviero.

L’emendamento 122.034 proponeva l’introduzione nel decreto Rilancio di una norma che va a modificare quanto previsto nella legge di bilancio 2020 sui crediti d’imposta del Piano Transizione 4.0. Si introduceva infatti un comma 208-bis, il quale recita: “i soggetti beneficiari del credito d’imposta possono optare per la cessione, anche parziale, dello stesso ad altri soggetti, anche diversi dai propri fornitori di beni e servizi, ivi compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari”.

Nella nota si fa presente come è necessario dare il via libera alla cessione del credito maturato in quanto tale opportunità , perché così bisogna chiamarla, per l’ITALIA comporta l’ottenimento di immediata liquidità da immettere sul mercato soprattutto in questo periodo che si ricomincia ad intravedere la luce.

Un brutto colpo ed un arresto nella programmazione per gli investimenti da parte delle piccole e medie imprese che rappresentiamo soprattutto in questo momento di incertezza ed aumento vertiginoso dei prezzi della materia prima.

Egregio Presidente,
Con la presente desidero richiedere il Vostro impegno nel riproporre l’emendamento riguardante la cessione, anche parziale, del credito d’imposta maturato in alternativa alla compensazione con F24  per il piano transizione 4.0 ( Credito d’imposta per il SUD, Ex  Superammortamento, Ex Iperammortamento)  ai fornitori  di beni e servizi  compresi banche ed intermediari finanziari.

Stiamo parlando dell’emendamento 122.034 presentato  dai Senatori Daniele Manca e Gianni Pittella (PD) nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato .

Molti imprenditori e società rientranti tra le categorie che possono utilizzare tale beneficio si trovano nella posizione in cui, sfruttando altre agevolazioni come il Credito d’Imposta per la formazione e per la Ricerca, e lavorando con molti clienti esteri per i quali avviene la fatturazione senza IVA, si trovano di fronte ad un credito d’imposta o di Iva che utilizzano per compensare i pagamenti di tasse e quant’altro.

In poche parole molte aziende hanno un paniere di crediti che possono sfruttare per le compensazioni ed ottenere, a fronte di un investimento importante,  un altro Credito d’imposta abbastanza consistente comporterebbe l’utilizzo di tale credito dopo tre, quattro o cinque anni. La cessione del Credito comporterebbe la possibilità di monetizzare immediatamente quella risorsa e sfruttarla soprattutto come fonte di anticipo per acquisto di beni.

Il costo di tale operazione per le casse dello stato sarebbe nullo e attiverebbe una notevole filiera finanziaria e produttiva“.