Una domenica all’Eremo di San Vitaliano di Casola di Caserta

Caserta (Casola) – Nella settima puntata della mia rubrica “Una domenica a…”, care lettrici e cari lettori, faremo un viaggio spirituale e culturale all’Eremo di San Vitaliano, sui monti Tifatini, collocato nel territorio di Casola, che, secondo la toponomastica antica era definito un casale di Casertavecchia, nei pressi della sorgente d’acqua Tellena.

Ma che cos’è un eremo? Il lemma “eremo” deriva dal latino bassomedievale èremus, legato al termine greco ἔρημος  “solitario”, indicante nella tradizione religiosa ebraica e cristiana un luogo dove coloro che volevano un contatto più diretto con Dio ed allontanarsi dai traviamenti dei luoghi abitati andavano ad abitare.

Se anticamente l’eremo per essenza era il deserto o una grotta, successivamente, in epoca medievale, abbiamo, invece, dei luoghi di ricovero che diventeranno strutture abitative in muratura. In Campania abbiamo diversi Eremi in provincia di Napoli e di Salerno, con rifacimenti di diverse epoche.

Un luogo legato ad un nome: San Vitaliano

L’eremo è legato al nome di San Vitaliano. L’onomastica è latina, in quanto era già noto in epoca romana, sebbene in epoca tardo imperiale cristiana faceva riferimento alla vita eterna: se nell’età arcaica e repubblicana romana l’etimologia significava “figlio di Vitus” nel corso dei secoli, specialmente in ambito cristiano, ha significato “che ha una lunga vita”. Siamo nel VII sec. d. C. quando appare San Vitaliano, originario dell’antica Capua, l’odierna S. Maria Capua Vetere, in un’epoca in cui abbiamo, dal lato orientale, la nascita dell’Islam con Maometto e dalla parte occidentale, iniziano a vedersi nei monasteri le figure degli amanuensi.

San Vitaliano, dopo essere stato consacrato come figura vescovile, a causa di ingiuste accuse di immoralità da parte di alcuni malfattori, scappò a Roma. Frattanto, proprio la sua assenza dalla città generò una punizione divina contro i capuani che si videro colpiti da una grande siccità (topos tipicamente frequente nell’agiografia) e invocarono il vescovo Vitaliano, il quale, appena ritornò compì il miracolo della pioggia. Quando gli chiesero di rimanere, egli decise di ritirarsi in un luogo isolato, quello appunto dove sorgerà l’Eremo, territorio noto come Miliarum/Maltanum.

Negli ultimi anni di vita abbandonò l’Eremo per morire in un altro luogo santo, il Monte Virgilio a Montevergine. Altre leggende sono legate al suo nome, come quella, ripresa anche in ambito francescano, della presenza amichevole di un lupo che accompagnava il santo o la pietra con impressa la forma dello zoccolo di un asina, appartenuta a San Vitaliano, che stanca, poggiò lo zoccolo sulla pietra.

Le origini dell’Eremo di San Vitaliano

Le notizie inerenti l’Eremo ci sono state tramandate dalla Bolla di Senne, atto notarile del 1113, emanata dall’arcivescovo Senne/Sennete, che risolse la vexata quaestio dei confini tra la Chiesa metropolitana di Capua e la Diocesi di Caserta. A volerlo fu proprio il vescovo San Vitaliano, sebbene la struttura originaria è stata più volte rimaneggiata fino ad oggi (come ci indica anche una lastra nella fig. 1). Si inizia passando sotto un arco, che ci fa entrare in un cortiletto, delimitato da muretti, con doppia fila di cipressi e prati curati, in cui è posta anche un pozzo in muratura (fig. 2). Sulla facciata, oltre il campanile, è posto un portico a tre archi, di cui quello centrale da accesso alla chiesa ed i laterali alle celle dei monaci. All’interno c’è il presbiterio con un crocifisso (fig. 3), la cantoria ed una cappella sulla sinistra. Un affresco antico raffigura la Madonna con un bambino e santi, con aggiunte successive della statua del vescovo (fig. 4). Il soffitto a capriata fu ripristinato nel 2001 dal parroco di Casola.

Iniziative religiosi e culturali

L’Eremo è famoso anche per le sue numerose iniziative sia religiose che culturali, curate con grande impegno dal sacerdote Don Valentino Picazio. Iniziamo con la famosa Settimana Biblica, in cui si commentano vari passi delle Sacre Scrittura, legata anche all’iniziativa Bibbia e Cultura, in cui si mira ad organizzare confronti culturali, partendo dal testo sacro, con altri esponenti di religioni diverse, grazie anche all’Associazione Biblica che ha la sua attività proprio qui. A livello culturale, invece, vengono organizzati il CantEremo, concorso polifonico in cui si esibiscono vari cori italiani, il FotografEremo che premia il fotografo che ha scattato la foto più particolare e significativa della chiesa in questione e Le vie dell’Eremo.

Che dire, un luogo da visitare non solo per le bellezze territoriali e storiche che ci accompagnano qui, come le edicole sacre inerenti la vita del santo lungo il tragitto per l’Eremo (fig. 5), ma anche per la spiritualità del luogo.