Una domenica a… Calvi Risorta (Caserta), l’antica Cales

Area archeologica dell'antica Cales, nell'attuale Calvi Risorta

Eccoci, care lettrici e cari lettori, all’ottavo incontro della rubrica “Una domenica a…” in cui visiteremo il paesino di Calvi Risorta, facilmente raggiungibile in quanto è collocato dopo Capua, imboccando la Casilina. Il comprensorio comprende anche le contrade di Zuni, di Petrulo e di Visciano. Per informazioni si può vistare il sito inerente la città, www.calvirisorta.com.

Le origini di Calvi, il toponimo latino è Cales, sono da ricercare nell’incontro di quegli antichi popoli, oggi quasi sconosciuti, che prima dell’avanzata romana abitavano quel territorio. Sto parlando degli Aurunci e/o gli Ausoni, popolazioni osche, che sono spesso citate nei testi degli storici latini.

Il romano Marco Valerio Corvo (371 a.C. circa – 271 a.C. circa) la conquistò nel 335, facendovi abitare dei coloni, ex veterani premiati con un pezzo di terra, per la sua posizione strategica contro l’avanzata dei Sidicini e dei Sanniti: essi riuscirono a conquistarla durante la Seconda Guerra Sannitica tra il 326 a.C. e il 304 a.C.. Durante la Seconda Guerra Punica, combattuta tra il 218 a.C. ed 202 a.C., Cales si alleò con Annibale nel 219 a.C. Per questo motivo Roma, sconfitto il generale cartaginese, impose alla città filocartaginese ingenti tributi, a partire dal 204 a.C.

Trascorso il tempo necessario per essere riabilitata, divenne colonia e riprese a crescere economicamente, grazie all’esportazione dei vasi caleni. Così, forte di una buona economia, riuscì a diventare municipio, ingrandendosi territorialmente ed artisticamente, con la costruzione di un anfiteatro, delle terme ed infine di un teatro. La grandezza di epoca romana fu ripresa, diventando sede vescovile nel V secolo. Fu distrutta dagli arabi o meglio conosciuti Saraceni, nell’879 ma grazie a personaggi importanti, come Atenolfo I, principe di Capua e di Benevento, fu ricostruita ed entrò nella sfera normanna. Continuò ad essere importante a livello episcopale, tanto che orbitò nelle mani di diverse famiglie, come i Carafa, i Marzano, i Del Balzo ed i Monforte. Nel 1460 Ferdinando I d’Aragona (Medina del Campo, 2 novembre 1380 – Igualada, 2 aprile 1416),  la cedette a Capua. Nel 1980 il terremoto la deteriorò, attuando gravi danneggiamenti sia al paese che ai reperti.

Dall’antica Cales a Calvi Risorta, visitando i monumenti

I resti archeologici dell’antica Cales, di cui purtroppo non permangono tracce dell’antica civiltà degli Aurunci, sono per lo più i grandi edifici di uso comune e ludico presenti anche in altre cittadine. Abbiamo le mura, un foro, un santuario a terrazze (di età sillana), un tempio (di età imperiale), le terme (di età tardo imperiale), il teatro (tarda epoca ellenistica con rifacimenti di età sillana), l’anfiteatro (di età tardo repubblicana), la palestra e la necropoli (di età ellenistica, di cui ricordiamo la famosa tomba della fanciulla).

Grotta dei Santi – Calvi Risorta

Importantissimi anche i vasi caleni, databili al III-II sec. a.C., a vernice nera, lucida, ornati con decorazioni impresse a stampo di personaggi mitologici o animale e piante, a volte con la firma del produttore. Diversi reperti archeologici, consistenti in statue e vasetti di diversa fattura e funzione, sono stati rinvenuti nel suo territorio. Ricordo anche il famoso vino caleno, tanto rinomato nelle fonti romane e gli attrezzi agricoli, di cui ci parla Catone, che costituivano una parte importante dell’industria.

Avendo accennato in precedenza che l’antica Cales fu sede vescovile per un lungo periodo storico, è normale rintracciare, quindi, antiche strutture religiose, come, in ordine cronologico, la chiesa di San Casto Vecchio, paleocristiana, del V sec., con camera sepolcrale in cui furono rinvenuti quattro sarcofagi; la cattedrale di Santa Maria Assunta, romanica, databile al IX secolo, che conserva nella facciata un sarcofago del VIII sec, che conserva un ambone, una cattedra di marmo; la cattedrale di San Casto, romanica, dell’XI sec. L’interno è barocco, a tre navate. La cripta retta con colonne romane, in cui è conservato il sarcofago del vescovo Angelo Mazziotta (1444-1446); la chiesa di S. Nicola, seicentesca.

Castello Aragonese – Calvi Risorta

Nel sec. IX fu eretto un Castello che gli Aragonesi, per difendere il territorio dagli assalti nemici, riadattarono per una migliore difesa, strutturando delle torri poste agli angoli, di forma cilindrica e scarpata a spicchi.

Come ho già spiegato nel precedente articolo sul significato di eremo, anche nel territorio di Calvi, abbiamo delle grotte che ospitarono eremiti, come la Grotta dei Santi, a pianta rettangolare, in cui è visibile la devozione cristiana negli affreschi, che gli studiosi hanno attribuito alla scuola benedettina del X-XI sec.: vi sono raffigurati Cristo, San Pietro, San Paolo, altri santi e la Madonna con bambino.

Nelle vicinanze del castello, fu costruito nel settecento il Seminario Vescovile e la Dogana Borbonica.

L’antica ricetta del Guanto Caleno

Voglio concludere, entrando nel mondo culinario, in quanto a Calvi si celebra a luglio, la sagra del prosciutto paesano. Altra specialità è il Guanto Caleno, un tipico dolce del luogo. Riprendo, dal sito citato nell’introduzione, la storia del Guanto:

“Le origini del dolce tipico Caleno “Il Guanto”, risalgono al lontano 1776, anno in cui la Cappella Patrizia costruita e donata al popolo di Zuni del Comune di Calvi Risorta dal Barone Dott. Luigi Zona e dal fratello Muzio, protomedico alla corte di Carlo III di Borbone in Spagna (e che ancora oggi ne conserva i resti), fu riconosciuta ufficialmente Chiesa di San Nicola a Zuni dal RE Ferdinando di Borbone.

Per festeggiare l’evento una signora di Zuni, tagliando della pasta per dolci a forma di listarelle e avvolgendone una sulla  propria mano esclamò: “M PAR PROPRIU NU UANTU” (Mi sembra proprio un guanto). In quel preciso istante nacque il “Guanto Caleno”.

Dagli inizi degli anni 30  il dolce viene preparato in occasione di Matrimoni come simbolo di abbondanza e di prosperità. Antichissima è la sagra del Guanto Caleno che ogni anno attira nel mese di Maggio numerosi visitatori nel Comune di Calvi Risorta.”