“Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra”, il libro di Luigi Ferraiuolo presentato alla Libreria Paoline sabato 14 dicembre

Come è accaduta la rivoluzione di Casal di Principe? Il miracolo di don Peppe Diana? Esistono ancora le terre di camorra, ma sono nate anche le terre di don Diana nella piana dei Mazzini: la speranza. Oggi Casale può essere il modello in Italia per il riuso dei beni confiscati e poi liberati dai clan, dalle mafie. Un risultato ottenuto grazie a un gruppo di resistenti, di partigiani, impegnati in una vera e propria guerra civile, dopo il sacrificio del prete martire, parroco nella chiesa di San Nicola di Bari.

 

Proveranno a rispondere sabato 14 alle 18, nella Libreria Paoline di Caserta, in via del Redentore, accanto all’Episcopio; sulla falsariga del libro di Luigi Ferraiuolo, «Don Peppe Diana e la caduta di Gomorra» edito da San Paolo; il sindaco di Caserta Carlo Marino; il presidente dell’Unitalsi di Caserta, Renato Iaselli; il direttore della Caritas diocesana, don Antonello Giannotti; l’avvocato Italo Madonna, difensore della famiglia don Diana durante il processo ai killer del sacerdote martire. L’incontro sarà moderato da Michele De Simone, presidente dell’Associazione stampa di Terra di Lavoro. Don Peppe Diana sarà letto e reso vivo da Massimo Santoro, straordinario interprete teatrale.

Nel suo libro, l’autore molto attento al mondo sociale, racconta la figura di don Giuseppe DianaÂe la caduta di Gomorra innescata dal suo martirio avvenuto il 19 marzo 1994, dal contesto sociale in cui maturò il suo omicidio, alla rivolta culturale e umana di una piccola fetta di resistenti che hanno creato un mondo diverso proiettato verso il futuro.

Il testo infatti ripercorre, attraverso la storia di questo sacerdote eroe, “Martire del riscatto”, anche le tappe della rinascita di un territorio rimasto troppi anni sotto il giogo della camorra, abbandonato dalle istituzioni. Un territorio dove oggi, sulle proprietà sottratte alle famiglie malavitose, sono fiorite cooperative sociali di ragazzi disabili o disagiati o ex detenuti che sono diventate ristoranti o vere e proprie imprese, opportunità di lavoro e impegno per i giovani: come la Nco ora acronimo di “Nuova cucina organizzata”; La forza del silenzio; Agrorinasce; Dulcis in fundo e tantissimi progetti che funzionano come antidoto allo strapotere dei boss, all’omertà, alla paura e alla rassegnazione e alla mancanza di una vita sociale.

LUIGI FERRAIUOLO Nato a Lodi, ma originario del borgo medievale di Casertavecchia, Luigi Ferraiuolo è diventato giornalista professionista al Corriere della Sera/Corriere del Mezzogiorno e ha pubblicato, tra l’altro: San Rocco, pellegrino e guaritore per le Paoline; Viva Salgari e Le parole che uccidono per Guida; Il museo di strada per Cuen Edizioni; Da Pietrelcina, l’altro Padre Pio per la Fontana di Siloe, con cui ha vinto il Premio «Giordano» per il miglior saggio ecclesiale italiano nel 2014; La pancia della mamma, la nuvola e la macchina da scrivere per Buone Notizie Edizioni. Ha realizzato quattro docufilm: Sui passi di Abramo, che racconta degli ultimi cristiani in Iraq a dieci anni dalla fine della guerra; Padre Pio: tornerò tra cent’anni, sulla profezia del ritorno a Pietrelcina dopo cento anni di San Pio, campione di ascolti su Tv2000; Libera nos a malo: la musica di Sant’Antonio contro il diavolo, unico documentario proiettato all’assemblea mondiale delle Ngo Unesco; e Don Peppe Diana, il martire del riscatto.

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