Don Peppe Green a Sant’Angelo in Formis: il luogo in cui natura, gusto, storia, socialità e benessere si incontrano

Don Peppe Green a Sant'Angelo in Formis
GIORDANI
SANCARLO50-700
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Il progetto, che fino allo scorso anno avrebbe connotato la Tenuta di Gaetano Cortese quale “contenitore” agricolo pronto ad ospitare eventi organizzati da altri, ha ceduto il passo all’idea di rendere la don Peppe Green  “contenitore di se stesso”, in una logica di autoproduzione e circolarità che non ha eguali in Italia.

IDENTITA’ – TERRITORIO – NATURA – SOCIALE sono i cardini intorno ai quali ruota la nuova mission della “don Peppe Green”, un sogno reso possibile grazie ai fondi Regionali Progetto cofinanziato POR Campania FESR 2014/2020 – O.S. 3.2 – AZ. 3.2.1 – Avviso pubblico “Misura di sostegno alle MPMI del sistema turistico campano colpite dalla crisi generata dal COVID 19” – D.D. n. 464 06/08/2021   CUP B45G21000060007.

Un’oasi di sette ettari e mezzo incastonata tra Capua e il suo prezioso borgo, Sant’Angelo in Formis, meta turistica di prestigio internazionale per la sua basilica benedettina costruita in epoca Longobarda nel luogo in cui, in età classica, sorgeva un tempio dedicato a Diana, divinità della caccia, alla quale tutto il monte Tifata, un tempo ricoperto di boschi, era consacrato.

E tra vigneti, agrumeti, uliveti, orti e giardini d’erbe aromatiche, si integrano gli spazi riservati al B&B, alla ristorazione, alla didattica e all’accoglienza.

Dalla terra i suoi frutti, dagli orti gli ingredienti da interpretare in cucina, dalle scuole l’integrazione dei bambini diversamente abili: questi i diktat della “don Peppe Green”,  sinonimi di concretezza, buone pratiche umane e sociali, ospitalità tesa ad offrire a visitatori e clienti la possibilità di vivere esperienze formative, turistiche e culinarie, difficilmente replicabili.

E se la collaborazione con Amministrazione Comunale, associazioni, scuole, e centri di formazione detta il passo di un progetto corale e partecipato che si radica nella storia di un territorio, è nella sua identità culinaria che la “don Peppe Green” si rivela.

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Un’identità che ricalca il progetto professionale dello chef Renato Martino al quale, non a caso, è stato affidato il compito di interpretare i prodotti della “don Peppe Green” con menù stagionali ad hoc.

E la pizza?

Mai banale, con la determinazione di differenziarsi e differenziare la qualità dell’esperienza alla tavola di  “don Peppe Green”,  la pizza si farà “piatto commestibile” per accogliere le creazioni dello chef.

A firmare il prototipo di quella che si preannuncia la novità gastronomica dell’anno sarà Ciccio Vitiello, talentuoso pizzaiolo casertano che con lo chef Martino interpreterà la filosofia di tradizione, integrazione ed esperienza della “don Peppe Green”.