Dopo il caso di via Mascagni, l’ipotesi di un’altra antenna sul terrazzo di un edificio condominiale

Dopo il caso di via Mascagni, l'ipotesi di un'altra antenna sul terrazzo di un edificio condominiale
La stazione radio base di via Mascagni
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L’edificio al Parco degli Aranci, l’ira e la protesta dei condomini

Caserta – Ormai spuntano come funghi le antenne su tutto il territorio e con l’avvento del 5G cresce la preoccupazione dei cittadini che si trovano a dover “subire” gli effetti di questi colossi, ormai sempre più vicini all’abitato.

Nel 2023 era stato bloccato il cantiere per l’installazione dell’antenna Iliad al parco Cerasola, dopo la petizione dei residenti, che invece questa settimana hanno visto ribaltata la sentenza del Tar che ha accolto la tesi della compagnia telefonica ed ha concesso l’istallazione dell’antenna.

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I cittadini nel giro di pochi giorni si sono visti innalzare una vera torre al centro dell’abitato senza poter fare nulla. La stazione radio base ora svetta su via Mascagni, tra parchi e attività commerciali.

L’amministrazione comunale pare decisa a non arrendersi anche se “il problema è che con la normativa Gasparri, le stazioni radiobase sono considerate installazioni di base primaria, alla pari degli acquedotti, fogne, conduttore elettriche, una premessa quasi inoppugnabile“, ci ha spiegato il consigliere comunale Andrea Boccagna.

Oggi le procedure di autorizzazione dei ripetitori della telefonia mobile sono state molto semplificate per agevolare lo sviluppo economico, quindi servono avvocati esperti per riuscire a trovare delle irregolarità nelle procedure burocratiche e avere una base per fare opposizione“, come si legge sul sito di A.M.I.C.A. – Associazione Malattie da Intossicazione Cronica e Ambientale.

Se le antenne sono state già installate, il primo passo per cercare di rimuoverle e documentare che i limiti di esposizione rispettino i limiti di legge. In caso di risultati incerti o della presenza di molti malati nelle abitazioni in prossimità della installazione è possibile richiedere una misurazione indipendente e una valutazione del rischio biologico.

Sempre più persone infatti ottengono una vera e propria diagnosi di Elettrosensibilità e si sentono dire dal medico che devono cercare di evitare il più possibile le radiazioni elettromagnetiche per tenere sotto controllo i sintomi e non peggiorare.

Purtroppo la possibilità di altre installazioni è dietro l’angolo, proprio nelle scorse settimane un’altra segnalazione è giunta da alcuni residenti del Parco degli Aranci, altro quartiere proprio a ridosso del Parco Cerasola, che hanno attenzionato l’assessore Massimiliano Marzo e il consigliere Boccagna nel corso di un incontro informale con i rappresentanti del comitato di quartiere il 17 maggio scorso.

Dopo il caso di via Mascagni, l'ipotesi di un'altra antenna sul terrazzo di un edificio condominiale al Parco degli Aranci

Non è ancora stato fatto nulla, siamo alle battute iniziali – racconta una dei residenti di via delle Betulle, portavoce della preoccupazione generale – ma proprio perché siamo ancora ai preliminari abbiamo pensato di divulgare la notizia affinché si possa mettere uno stopo prima dell’irreparabile.

La nostra situazione è davvero paradossale, in pratica questa compagnia telefonica avrebbe fatto al nostro condominio la proposta di 9mila euro all’anno per posizionare l’antenna sul terrazzo dell’edificio. Ma vi rendete conto? Venite a farvi un giro dalle nostre parti, abbiamo parchi uno a ridosso dell’altro, con centinaia e centinaia di residenti, due scuole, l’elementare Don Milani e la scuola media Vanvitelli. Nel dubbio degli effetti che ne derivano, noi non possiamo rischiare assolutamente.

Intanto è in corso una contrattazione tra il nostro amministratore, i proprietari e i condomini tutti, ma siamo molto preoccupati, perché nel caso de quo, si tratta di un edificio privato e non suolo comunale. Se il Comune ha perso il ricorso con il Tar per via Mascagni, che speranze abbiamo noi?

Intanto è stato fatto già un sopralluogo sul tetto, un sopralluogo non autorizzato da un’assemblea condominiale”.

Cittadini e comitati sono sempre più preoccupati per gli effetti nocivi delle radiazioni elettromagnetiche della telefonia mobile e del Wi-Fi. Ricordiamo che i genetisti non sanno ancora dare delle risposte precise ma gli effetti di una coabitazione con una stazione radiobase sul territorio potrebbero essere: un aumento del rischio di cancro, stress cellulare, aumento dei radicali liberi dannosi, danni genetici, cambiamenti strutturali e funzionali del sistema riproduttivo, deficit di apprendimento e di memoria, disturbi neurologici e impatti negativi sul benessere generale dell’uomo.