Dati allarmanti da Caserta nel dossier Legambiente sullo stato di salute della Campania

Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, Legambiente presenta a tutti i candidati il dossier che dovrebbe rappresentare la priorità assoluta per chiunque sarà chiamato dalla Campania e dal Mezzogiorno a rappresentare l’Italia a Bruxelles.

Il Clima è già cambiato: la Campania, una sfida per l’ Europa” è il titolo del report dettagliatissimo che conta 29 eventi estremi dal 2010 a oggi, 12 episodi di danni consistenti a infrastrutture o al patrimonio storico a causa del maltempo, 4 esondazioni fluviali e una frana. Oltre 1,1 miliardi di euro di danni.

E dopo Napoli, Caserta e provincia non mancano tra i numeri inquietanti registrati in Campania, su elaborazione degli ultimi dati Ispra.

E i focus affrontati dal dossier non escludono alcun aspetto sullo stato di salute del nostro ambiente: aria, acque, consumo del suolo, rischi idrogeologici, rifiuti, stato di conservazione dei beni culturali, utilizzo di energie rinnovabili, educazione al rispetto dell’ambiente.

Sul consumo di suolo, ad esempio, Legambiente evidenzia che in Campania al 2017 le superfici urbanizzate interessano il 10,4% circa dell’intero territorio regionale, pari a 241 metri quadrati di suolo consumato per abitante. E la Campania con l’11% risulta tra le regioni con maggior percentuale di territorio vincolato consumato mentre si assesta sul 7% di suolo consumato nelle aree a pericolosità da frana media.

A livello provinciale la maglia nera è per la provincia di Napoli con 40.000 ettari di suolo consumato pari al 34,1% del territorio provinciale; segue la provincia di Caserta con 26.300 ettari pari al 9,9% e la provincia di Salerno con 39.700 ettari di suolo consumato pari al 8,1%. Un consumo di suolo che determina un “prezzo da pagare” in milioni di euro per i cittadini campani. Secondo le stime preliminari dei costi “nascosti” provocati dalla trasformazione forzata del territorio avvenuta tra il 2012 e il 2015 e pubblicati nel rapporto ISPRA sul Consumo di suolo in Italia, i costi più alti derivanti dal consumo di suolo spetta alla provincia di Salerno: 13 milioni di euro che i cittadini ogni anno a partire dal 2016 pagano per fronteggiare le conseguenze del consumo di suolo degli ultimi 3 anni (2012-2015). A seguire c’è la provincia di Caserta con circa 12 milioni di costi annuali; quella di Napoli con 10,5 milioni e quelle di Benevento e Avellino con 5 milioni di euro di costi annuali.