Macrico Verde Caserta: è nelle mani del ministro Costa la spallata contro l’immobilismo delle istituzioni

E’ tutto in un dossier il riscatto e la restituzione dell’ex Macrico alla città, da ieri sulla scrivania del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa. Come riportato nell’articolo di Daniela Volpecina pubblicato nelle pagine de Il Mattino, a chiedere l’intervento del ministro sono state due associazioni casertane ossia la rete “Città Viva” e il Centro Sociale ex Canapificio che hanno consegnato al ministro anche lo studio di fattibilità realizzato dal Comitato Macrico Verde nel 2007.

Le associazioni denunciano, senza mezzi termini,  l’incapacità delle amministrazioni locali che si sono succedute negli ultimi anni di realizzare la volontà di migliaia di casertani che da oltre 20 anni chiedono che il Macrico diventi un bosco urbano e quindi un’aria non edificabile.

E il ministro ha garantito che analizzerà il caso in tutti i suoi aspetti per poi attivare un tavolo con gli Enti e le parti sociali affinché si acceleri sul futuro del polmone verde di 330mila metri quadrati nel cuore di Caserta, ma di proprietà dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero.

E la soluzione è lì, nel dossier che da qualche ora è sotto gli occhi del Ministro Costa in attesa di un ok a procedere seguendo due step:

  1. approvazione di una variante al Piano Regolatore che consenta di modificare la destinazione urbanistica dell’area e trasformarla in F2, vale a dire Verde Pubblico Attrezzato. Ciò per deprezzare l’area e mitigare gli appetiti degli speculatori edilizi
  2. intercettare i finanziamenti che l’Unione Europea mette a disposizione per la realizzazione dei boschi urbani e con questi avviare la contrattazione con l’Istituto Diocesano per l’esproprio dell’area che, una volta resa inedificabile, verrebbe effettuato in base al valore reale di mercato.

“Sarebbe un’operazione completamente a costo zero per il Comune – fa notare Maria Carmela Caiola, portavoce insieme a Sergio Tanzarella del Comitato Macrico Verde – Perfino l’esproprio potrebbe essere sostenuto con i fondi messi a disposizione dell’Unione Europea per i boschi. Dispiace che soltanto quattro consiglieri comunali, ossia Francesco Apperti e Norma Naim di Speranza per Caserta, Antonello Fabbrocile di Leu, e Mario Russo di Campania Libera, fino ad ora abbiano fatto propria la nostra proposta, perché per noi questa è una battaglia etica che esula da colori e schieramenti politici“.

Una proposta che rappresenterebbe il riscatto e la restituzione del Macrico alla città come forma di risarcimento da parte dello Stato ad un territorio per anni devastato e mutilato soprattutto sul piano ambientale. Questa la richiesta avanzata dalle associazioni nel documento consegnato al ministro in occasione dell’evento “Italia 5 Stelle” che si è svolto nel weekend a Napoli per festeggiare i primi 10 anni del Movimento.

“Siamo convinti che Regione e Comune – piega Virginia Crovella della rete “Città Viva” – non abbiano la forza economica e la lungimiranza di requisire l’ultimo polmone verde di Caserta. Urge un interesse diretto dello Stato, come già aveva provato a fare nel 2008 l’allora ministro per i Beni Culturali Francesco Rutelli, che fece inserire il Macrico tra i progetti finanziabili in occasione del 150º anniversario dell’Unità d’Italia che sarebbe stato celebrato nel 2011. Fondi che furono poi però stralciati dal suo successore”

Le associazioni casertane hanno chiesto al ministro Costa di costituire ed entrare a far parte di una Cabina di regia che coinvolga anche il Ministro per il Mezzogiorno, quello dei Beni Culturali e anche dello Sviluppo Economico e del Lavoro, considerato che il Macrico abbia potenzialità sia turistiche sia produttive e che per questo debba ricevere dal settore pubblico un forte impulso non solo in termini di finanziamenti ma anche di progettualità, indirizzo strategico, verifiche e benefici.

Oggi  su parte dell’area esiste anche un vincolo, frutto delle numerose battaglie portate avanti negli ultimi 20 anni dal Comitato Macrico Verde, che proprio in queste ore è tornato a sollecitare l’Amministrazione Comunale del sindaco Carlo Marino per ottenere l’approvazione di una variante al Piano Regolatore che consenta di modificare la destinazione urbanistica dell’area e trasformarla in F2, vale a dire Verde Pubblico Attrezzato.

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