Covid, nuovo DPCM: piscine e palestre restano aperte, ma c’è una settimana di tempo per l’adeguamento

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Nel corso dei collegamenti che domenica sera hanno preceduto la diretta del Premier Conte sulle nuove disposizioni anticovid del DPCM, gli inviati all’esterno di Palazzo Chigi hanno più volte sottolineato come la discussione si fosse inceppata sulle decisioni da prendere in merito alla chiusura di piscina e palestre.

Lo stesso premier ha puntualizzato come questo fosse stato un punto controverso, cosicchè da far decidere per una apertura “a tempo”. O meglio, una settimana di tempo per adeguare i protocolli e rispettare le norme sulla sicurezza laddove non vengono già attuate. Chi non lo farà entro i prossimi 7 giorni rischia la chiusura.

“L’attività sportiva di base – c’è scritto nella bozza –  e l’attività motoria in genere svolte presso palestre, piscine, centri e circoli sportivi, pubblici e privati, ovvero presso altre strutture ove si svolgono attività dirette al benessere dell’individuo attraverso l’esercizio fisico, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana, fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome”.

Per  tutti gli altri sport, calcio, calcetto, basket, pallavolo e altri sport cosiddetti da contatto, praticati da bambini e ragazzi, non si fermeranno, ma le società sportive dovranno cambiare le modalità di allenamento:

Le attività sportive dilettantistiche di base, le scuole e le attività di avviamento allo sport saranno consentite soltanto in forma individuale mentre sono vietate gare e competizioni e anche le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale. Sì invece a partite e gare sportive a livello regionale e nazionale per professionisti e dilettanti. Nessun divieto sul campionato nazionale di Calcio.

Infine sì all’attività sportiva e motoria all’aperto, sempre nel rispetto della distanza di sicurezza, la presenza del pubblico è consentita ma non oltre 1.000 spettatori all’aperto e 200 al chiuso.