Droga, cellulari e schede telefoniche nascoste in salumi e formaggi per i detenuti del Carcere di Carinola

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Spaccio e cellulari sottobanco nel carcere di Carinola, operazione dei Carabinieri nelle province di Napoli, Avellino, Foggia, Frosinone, Roma e Torino

Carcere e arresti domiciliare per 14 persone

Nelle prime ore della mattinata odierna operazione dei Carabinieri della Compagnia di Capua, nelle province di Napoli, Avellino, Foggia, Frosinone, Roma e Torino, in collaborazione con i reparti territorialmente competenti, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della locale Procura della Repubblica.

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Il provvedimento nei confronti di numerose persone ritenute responsabili, a vario titolo, di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti” nonché “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione”. L’attività illecita posta in essere dai destinatari del provvedimento è stata commessa all’interno del carcere di Carinola, dove gli stessi erano ristretti.

I Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Capua, all’esito di una minuziosa attività d’indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, hanno dato esecuzione a una misura di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal GIP del locale Tribunale, nei confronti di 14 persone indiziate dei reati di “detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti” nonché “accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione” presso il carcere di Carinola.

L’attività illecita è stata commessa all’interno del predetto carcere, ove i destinatari delle odierne misure all’epoca delle indagini erano ristretti. L’attività investigativa, condotta dai militari della citata Compagnia ha consentito di smantellare una piazza di spaccio organizzata dai detenuti all’interno del citato Istituto Penitenziario.

Attraverso le indagini si è riusciti a delineare l’efficiente modus operandi adottato dagli indagati per eludere i controlli e consentire l’ingresso nel carcere di stupefacente, cellulari e schede telefoniche, nonché di accertare (sia pure in fase solo investigativa e senza il contraddittorio con le difese) la responsabilità di alcune persone accreditate e con accesso alla struttura carceraria (detenuti lavoratori e un educatore) che, approfittando del proprio ruolo, fungevano da trait d’union tra l’esterno e l’interno della struttura e tra i vari detenuti.

Lo stupefacente, gli apparecchi e le schede telefoniche venivano introdotti nel penitenziario celandoli all’interno di confezioni sottovuoto di salumi e formaggi, ovvero inviati in pacchi indirizzati ai detenuti.

Nel corso dell’attività sono state tratte in arresto, in flagranza di reato, diverse persone e sequestrati circa 1,7 KG di sostanze stupefacenti oltre che 9 dispositivi telefonici e 20 schede telefoniche.

Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli odierni indagati sono da ritenersi innocenti fino a sentenza definitiva e che le misure cautelari sono state adottate senza il contraddittorio che avverrà innanzi al Giudice che potrà anche valutare l’assenza di ogni forma di responsabilità.