I Duran Duran accendono Caserta con un viaggio negli anni ’80 (foto e video)

Duran Duran Caserta
Foto di Michele D'Alterio
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La band britannica ha infiammato il pubblico di “Un Estate da Belvedere” con un’ora e mezza di pura adrenalina tra classici intramontabili e nuovi brani. Tutti in piedi per “The Wild Boys”, “Hungry Like the Wolf” e “Rio”. Prossime tappe: Villa Manin e il Moon & Stars di Locarno.

CASERTA – C’erano una volta gli anni ’80, e ieri sera quel tempo lontano è tornato a rivivere in tutta la sua potenza in Piazza Carlo III di Borbone. I Duran Duran, una delle band più iconiche del decennio, hanno regalato al pubblico casertano uno spettacolo che ha attraversato oltre quarant’anni di carriera, dimostrando che certe leggende non invecchiano mai. L’energia era quella dei grandi giorni.

Un tuffo nel passato (ma con lo sguardo al futuro)

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Il look, per l’occasione, è rimasto rigorosamente anni ’80: giacche oversized, camicie aperte e quella disinvoltura che solo chi ha fatto la storia della musica può permettersi. Ma a rubare la scena è stato, come sempre, il frontman Simon Le Bon, che ha guidato la band con la stessa carica dei tempi d’oro.

«L’emozione prima di ogni concerto è rimasta immutata», aveva raccontato poche ore prima del live, e ieri sera lo abbiamo visto: occhi brillanti, voce potente, una presenza scenica che ha tenuto incollate le migliaia di persone accorse.

Nel pomeriggio, il tastierista Nick Rhodes ha visitato il Complesso Vanvitelliano prima del concerto in piazza Carlo di Borbone, rimanendo folgorato dalla bellezza dello Scalone Reale.

Il pubblico? Un mix affascinante: tanti “attempati” – come li chiama qualcuno con un sorriso – saltellanti e scatenati, ma anche giovani curiosi, pronti a scoprire perché i Duran Duran sono ancora considerati tra i pionieri della new wave e del pop-rock mondiale. E devo dire che vedere cinquantenni e sessantenni scatenarsi come adolescenti ha avuto qualcosa di magico. L’adrenalina era palpabile.

Duran Duran a Caserta
Foto di Michele D’Alterio

La scaletta: tra mito e novità

La setlist è stata un vero e proprio viaggio nella storia del gruppo. Si è partiti in quarta con “The Wild Boys”, che ha dato il titolo ideale alla serata – piazza letteralmente in delirio – per poi proseguire con un susseguirsi di hit che hanno fatto la storia della musica. “Hungry Like the Wolf” ha scatenato il primo grande coro collettivo, mentre “Ordinary World” e “Come Undone” hanno regalato momenti di intensa emotività.

E poi loro, i cavalli di battaglia: “The Reflex” e “Rio”, due brani che hanno chiuso idealmente il cerchio di un’era irripetibile. Ma la sorpresa più gradita è stata l’omaggio agli Electric Light Orchestra con “Evil Woman”, eseguita con quella classe che solo i Duran Duran sanno mettere nei cover. E che dire di “A View to a Kill”? Introdotta dalle immagini dedicate all’universo di James Bond, ha regalato un momento di puro cinema musicale, con il pubblico che cantava a squarciagola.

La band non ha dimenticato il presente: il nuovo singolo “Free to Love” è stato accolto con calore, dimostrando che il repertorio storico e le nuove proposte possono convivere senza strappi. Un equilibrio perfetto, reso possibile da una formazione che suona come un’orchestra rodata.

Simon Le Bon Caserta
Foto di Michele D’Alterio

Un’ora e mezza di pura energia

Il concerto è durato un’ora e mezza filata, senza un attimo di pausa, e vi assicuro che l’energia non è mai calata. Simon Le Bon si muoveva sul palco con l’agilità di un tempo, mentre il resto della band – con quel sound inconfondibile tra synth, bassi pulsanti e chitarre taglienti – ha tenuto alto il livello fino all’ultima nota. Piazza Carlo III di Borbone era gremita in ogni angolo, e chi era presente lo confermerà: è stata una notte da incorniciare.

Le prossime tappe del tour

Dopo la tappa casertana, i Duran Duran proseguiranno il loro tour con un altro concerto in Italia prima di raggiungere la Svizzera. Il calendario prevede l’esibizione dell’11 luglio 2026 a Villa Manin di Passariano (Codroipo) e il 12 luglio 2026 al festival Moon & Stars in Piazza Grande a Locarno. Due appuntamenti da non perdere per chi volesse rivivere l’emozione di una serata che, come ha dimostrato Caserta, sa ancora regalare brividi unici.

E se c’è una cosa che questa notte ci ha insegnato, è che i Duran Duran non sono solo una band: sono un pezzo di vita di intere generazioni. E ieri sera, a Caserta, quel pezzo di vita ha ballato, cantato e sognato come se il tempo non fosse mai passato.