E… state con l’arte contemporanea. Mostre a Caserta da non perdere

Un'opera di Sabrina Casadei

Quando le città si svuotano, specialmente quelle sempre intasate di traffico o di gruppi di ragazzini schiamazzanti o di serate devastate dai divertenti rifiuti urbani, tra bottiglie e bicchieri gettati o gentilmente posati qua e là, bisogna riscoprire, in lente passeggiate le proprie origini cittadine ed il proprio senso civico. Ecco, quindi, che è possibile assaporare il gusto delle mostre, senza la calca che spinge per entrare e spinge per uscire dalla kermesse, fenomeno che è comune a tutte le grandi città d’arte e sta ponendo anche degli interrogativi alquanto filosofici…

Caserta, con la Reggia, le Chiese, i Giardini Pubblici offre ai turisti ed ai cittadini casertani, che non vogliono sobbarcarsi un estenuante viaggio in macchina per andare al mare, due belle mostre di arte contemporanea.

Nella ormai famosa e consolidata artisticamente Galleria Nicola Pedana di Piazza Matteotti, inaugurata il 26 Maggio e che chiude i battenti il 27 luglio, c’è la bellissima mostra personale di Sabrina Casadei, romana, classe 1985, che ha alle spalle una numerosa serie di mostre, con il commento della critica e docente universitaria Chiara Pirozzi. Ad ispirare le opere della mostra dal titolo suggestivo ed evocativo Montefantasma è stata la natura selvaggia dell’Islanda, dove, per chi non lo sapesse, ha un ruolo culturalmente rilevante l’arte contemporanea. A Skagaströnd, borgo islandese, che oltre ad un museo etnografico ed ai paesaggi naturalistici mozzafiato, offre anche l’artist residence NES, in cui gli artisti possono ritrovare l’ispirazione e rinnovare il rapporto con la loro arte. La città, infatti, riesce ad ospitare fino a quasi 100 artisti ed è in collaborazione con l’Università islandese.

Le caratteristiche fisiche del selvaggio mondo islandese, comprendente l’acqua, il ghiaccio, il fuoco e il mistero di realtà sconosciute perché insondabili sono rappresentate dalla psicologia artistica della Casadei, che vuole offrirci quella sorta di filosofia nata dal rapporto selvaggio dell’uomo con la natura, ormai perso per noi comuni cittadini, che tanto ha invece offerto ai primi filosofi greci, Talete, Anassimandro ed Anassimene.

La Reggia di Caserta, che, da sempre, cerca di conservare il passato ma di coinvolgere ed abbracciare il futuro, accoglie la mostra di Andrea Chisesi, da poco apertasi. Dal 4 luglio al 20 Agosto, infatti, possiamo ammirare Saligia, curata dalla critica d’arte Marcella Damigella, che ha curato anche il catalogo, ma anche con la pubblicizzazione di un partner di lusso, l’azienda di Rocco Barocco, stilista di fama mondiale. Il nome, abbastanza strano, è un acronimo, vale a dire che ogni lettera è la prima vocale o consonante di una parola. In questo caso, Andrea Chisesi ha voluto giocare con il pubblico facendo nascere un acronimo che contenesse tutte le iniziali delle parole che fanno riferimento ai sette peccati capitali. Infatti, il senso della mostra, che ha anche un valore potremmo dire anticlericale, vuole essere un dialogo aperto col pubblico cui l’artista domanda se sono oggi ancora validi questi peccati capitali oppure sono ormai solo degli scheletrici concetti svuotati? La tecnica utilizzata è l’ibrido Decollage, pittura e fotografia si fondono, facendo nascere dei veri capolavori, che hanno per tema la storia e la mitologia, con vari riferimenti al mondo dantesco ed alla contemporaneità.

Quindi, care lettrici e lettori, immergiamoci nel fresco degli ambienti artistici, per dare sollievo alla mente, lontano dal caldo e dallo stress quotidiano, ammirando queste bellissime opere!