Il nuovo rapporto di Legambiente conferma la Campania al primo posto nazionale per illegalità ambientale
Nel settore dei rifiuti la provincia di Caserta registra uno degli incrementi più elevati del Paese
La Campania si conferma la regione con il più alto numero di reati ambientali in Italia. È quanto emerge dal rapporto “Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia”, presentato da Legambiente, che fotografa i reati accertati nel 2025 da forze dell’ordine e Capitanerie di porto.
Secondo il dossier, la Campania guida la classifica nazionale dell’illegalità ambientale con 5.636 reati penali, pari al 15,8% del totale nazionale, una media che supera i quindici illeciti al giorno. La regione è prima anche per numero di persone denunciate (5.033), sequestri (1.445) e arresti (40). Gli illeciti amministrativi accertati sono stati 7.206, con 5.899 sanzioni.
Nel quadro regionale, la provincia di Napoli resta quella con il maggior numero di reati ambientali, 2.512, in aumento rispetto all’anno precedente. La provincia di Caserta chiude il 2025 con 520 reati accertati, il 26% in più rispetto al 2024. Crescono anche le persone denunciate, passate da 332 a 406, mentre gli arresti sono stati 7 e i sequestri 214.
Particolarmente significativo il dato relativo al ciclo dei rifiuti, storicamente uno dei settori più esposti alle infiltrazioni criminali. In Campania sono stati accertati 2.034 illeciti, pari al 18,6% del totale nazionale. Le persone denunciate sono state 1.803, gli arresti 33 e i sequestri 1.003.
A livello provinciale, la maglia nera nazionale spetta a Napoli con 818 reati, ma il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda Caserta, che si colloca al secondo posto in Italia per numero di illeciti nel settore dei rifiuti. Nel 2025 sono stati registrati 381 reati, contro i 242 dell’anno precedente, con un incremento del 57%. Le persone denunciate sono state 294, gli arresti 6 e i sequestri 169, in crescita rispetto ai 125 del 2024.
Il rapporto richiama inoltre l’attenzione sul fenomeno degli incendi negli impianti di stoccaggio e trattamento dei rifiuti. La Campania risulta la terza regione italiana per numero di episodi censiti dal 2013 a oggi, con 192 incendi, preceduta soltanto da Sicilia e Lombardia.
«Numeri preoccupanti quelli degli ecoreati che però si traducono anche in inchieste, sequestri e arresti che raccontano il lavoro importante di Procure e forze dell’ordine sul nostro territorio. Serve una politica che abbia coraggio e coerenza a tutti i livelli per sconfiggere questa piaga», afferma Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania.
Nel capitolo dedicato al cemento illegale, il dossier assegna ancora alla Campania il primato nazionale per incidenza degli illeciti. In provincia di Caserta sono stati accertati 46 reati, in diminuzione rispetto ai 75 registrati nel 2024. Le persone denunciate sono state 83, un arresto e 11 sequestri.
Tra gli elementi evidenziati nel rapporto figurano anche le attività di contrasto all’abusivismo edilizio condotte lungo il litorale domizio. Vengono richiamate le operazioni coordinate dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, guidata dal procuratore Pierpaolo Bruni, con il coinvolgimento delle forze dell’ordine e delle Capitanerie di porto.
Le attività hanno interessato in particolare i territori di Castel Volturno, Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca, dove nei mesi scorsi sono stati eseguiti sequestri e demolizioni di opere abusive.








































