Elezioni 2018, la novità è il tagliando antifrode. Dopo il voto la scheda non va inserita nell’urna

Domenica 4 marzo 2018, data stabilita per il voto alle prossime politiche, ci sarà una novità assoluta. L’elettore infatti non dovrà depositare la scheda nell’urna perché questo compito spetterà al presidente di seggio.

Da quest’anno infatti le schede elettorali saranno munite di un tagliando anti-frode che avrà l’obiettivo di rafforzare la regolarità del voto ed evitare tentativi di manipolazioni o, peggio, condizionamenti del voto da parte esterna.

Il tagliando antifrode riporta un codice di lettere e numeri: quando le schede vengono consegnate all’elettore, il codice viene registrato sulla lista di persone iscritte a ciascuna sezione, accanto al nome dell’elettore che nel frattempo è stato identificato con documento e tessera elettorale. Al termine dell’operazione di voto il cittadino non dovrà riporre la scheda nell’urna ma consegnarla al presidente, il quale dovrà rimuovere il tagliando antifrode (un’etichetta adesiva), verificare la corrispondenza del codice con quello annotato al momento della consegna e poi inserire le due schede senza tagliando (una per la Camera dei Deputati e l’altra per il Senato) nelle apposite urne.

Il deputato Paolo Coppola ha spiegato all’agenzia Ansa le finalità e il funzionamento di questo nuovo strumento, che essendo utilizzato per la prima volta potrebbe creare dei rallentamenti nelle operazioni di voto. “Il tagliando consentirà al presidente di seggio di verificare che il codice alfanumerico della scheda votata corrisponda a quello della scheda appena consegnata all’elettore. Renderà così impossibile il meccanismo del voto di scambio e inutile il furto delle schede”, garantendo al contempo, visto che il tagliando viene rimosso prima di mettere la scheda nell’urna, che il voto non sia riconoscibile.

Lo scopo è evitare l’inserimento nell’urna di una scheda votata all’esterno, mentre la scheda ricevuta al seggio viene portata fuori per dimostrare la “fedeltà” agli accordi presi. Fenomeno questo più diffuso di quanto si pensi e creato al fine di controllare il voto tramite un meccanismo illegale di cui ha parlato anche il ministro Minniti dicendo che le mafie “votano e fanno votare”.

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