Elezioni Regionali in Campania e Referendum: come si vota e cosa c’è da sapere prima di recarsi al seggio

Elezioni Regionali in Campania e Referendum

Siamo alle battute finali e purtroppo c’è ancora tanta indecisione tra gli elettori, si prevede un forte astensionismo per infondate paure rispetto al Covid. Citiamo la riflessione fatta da un candidato per esortare gli elettori ad andare alle urne: “Se si va al supermercato, in farmacia, al ristorante, al bar, in palestra si può tranquillamente anche andare a votare, utilizzando le cautele del caso, prima fra tutte il distanziamento”. Siamo pienamente d’accordo con lui. Ma vediamo, con l’aiuto di questo breve vademecum, tutto ciò che c’è da sapere prima di recarsi alle urne e quali precauzioni sono state adottate per rendere i seggi sicuri da contagio.

Quando si vota?

Le operazioni di voto si svolgeranno dalle ore 7 alle 23 della domenica e dalle 7 alle 15 del lunedì. Lo scrutinio, per le elezioni comunali, inizierà alle ore 9 di martedì 22 settembre. Al contrario, le schede di voto del referendum saranno scrutinate già nel pomeriggio di lunedì.

Quali documenti portare al seggio?

Oltre alla tessera elettorale, i documenti di identità da presentare al momento del voto sono quelli ricompresi in una delle tre seguenti categorie:

  • carta d’identità o altro documento d’identificazione munito di fotografia, rilasciato dalla pubblica amministrazione, anche se scaduto, purché sia sotto ogni altro aspetto regolare ad assicuri l’identificazione dell’elettore
  • tessera di riconoscimento rilasciata dall’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia, purché munita di fotografia e convalidata da un Comando militare;
  • tessera di riconoscimento rilasciata da un ordine professionale, purché munita di fotografia.

Misure anti contagio

Dove possibile, le file per entrare ai seggi si faranno all’esterno: in ogni caso, va rispettata la distanza di almeno un metro tra una persona e l’altra durante l’attesa. All’ingresso e all’uscita del seggio deve essere presente il gel per igienizzare le mani. L’operazione va compiuta quando si entra nell’edificio, prima di prendere matita e scheda elettorale e infine all’uscita dal seggio. La febbre invece non viene misurata: deve essere l’elettore a farlo prima di recarsi al voto e restare a casa se a sintomi legati al coronavirus, come appunto una temperatura sopra i 37,5 gradi.

I guanti non servono. La mascherina invece è obbligatoria e va indossata sempre dal momento in cui si entra nell’edificio. Una volta arrivati davanti allo scrutatore, bisogna seguire le sue indicazioni e rimanere a un metro di distanza. Va fatto un passo indietro – per stare a due metri – quando ci viene chiesto di abbassare momentaneamente la mascherina per l’identificazione. Dopo aver votato, deve essere lo stesso elettore a infilare la scheda nell’urna. Eccezion fatta per le elezioni suppletive al Senato: in quel caso la scheda va consegnata all’operatore (che è munito di guanti). Infine, si può uscire dal seggio seguendo il percorso segnalato, che deve essere diverso rispetto a quello di entrata.

Le schede elettorali

In Campania ogni elettore riceverà due schede: una per il referendum (di colore azzurro), l’altra per le regionali (di colore arancione).

Preferenze e parità di genere nelle elezioni regionali

Accanto ai nomi dei candidati governatori, l’elettore troverà sulla scheda i simboli della liste dei candidati al consiglio regionale. Si possono esprimere fino a due preferenze per i consiglieri: bisogna fare attenzione, se si esprimono due preferenze, la seconda deve riguardare un candidato di sesso diverso rispetto alla prima (es., donna/uomo; uomo/donna), pena l’annullamento della seconda scelta.

Soglie di sbarramento

Ma in consiglio regionale non entreranno tutte le liste: sono previste soglie di sbarramento. In Campania per ottenere seggi una lista deve ottenere almeno il 3%, a meno che non sia parte di una coalizione che abbia ottenuto il 10%.

Referendum

I cittadini sono chiamati a confermare o meno il testo della legge che modifica gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione riducendo il numero dei parlamentari, modifica già approvata dal Parlamento. Si tratta di un referendum costituzionale confermativo, e a differenza di quello abrogativo, non è previsto il raggiungimento di un quorum di validità.