Emergenza Covid 19: Poteri ed Ordinanze dei Sindaci

Emergenza Covid 19, Poteri ed Ordinanze dei Sindaci

Per fronteggiare l’emergenza corona virus anche in ambito comunale esistono le ordinanze contingibili ed urgenti dei sindaci

I sindaci possono adottare al fine di tutelare le proprie comunità emettere ordinanze urgenti per fronteggiare urgenze sanitarie o di igiene pubblica limitatamente alle zone di riferimento locale. Tanto prevede l’art.50 del T.U.E.L. (D.Lgs. n.267/2000 e ss. mm.

Il potere eccezionale e di necessità legittima i Sindaci con atti straordinari e limitativi dei diritti individuali a gestire emergenze sanitarie che si verificano nel territorio che loro amministrano. Resta inteso che l’eccezionalità di tali provvedimenti obbliga gli stessi a motivare adeguatamente tali ordinanze nel rispetto dei fondamentali principi di di necessità, proporzionalità ed adeguatezza.

Esistono, nonostante la semplicità e chiarezza della norma, delle notevoli difficoltà applicative con l’insorgenza dell’attuale pandemia nonché delle innumerevoli ordinanze sindacali emanate per fronteggiarla.

La disciplina normativa prevede che ogni sindaco laddove l’emergenza sanitaria si estenda oltre il territorio comunale hanno delle limitazioni territoriali in quanto che l’adozione di provvedimenti di urgenza inclusa la costituzione di organismi di referenza o assistenza è di competenza dello Stato e delle regioni in virtù della estensione dell’emergenza in più ambiti territoriali comunali e regionali. I Sindaci devono intervenire con urgenza a mezzo ordinanze sindacali sino a che un intervento del governo ne limiti l’efficacia laddove intervenga tanto per garantire la concreta efficacia ed utilità delle misure limitative dei diritti individuali.

L’esercizio del potere di ordinanza sindacale necessita dell’obbligo di motivazione nonché principi di necessità ed adeguatezza che sono elementi imprescindibili di ciascun provvedimento amministrativo (art.3 L. proc. amm. n.241/1990 e ss. mm. ll.). In primis nell’atto deve sussistere il presupposto della territorialità oltre all’urgenza del potere di intervenire temporaneamente prima dell’intervento della Regione o dello Stato. Ulteriori presupposti che legittimano l’adozione di ordinanze sindacali sono la dimostrazione che le misure adottate con le ordinanze siano proporzionate rispetto al fine e siano adeguate ed idonee a raggiungerlo.

Con il D.P.C.M. del 31.01.2020 il governo italiano ha dichiarato lo stato di emergenza e prima che adottasse i primi atti conseguenti dello stato di emergenza con i successivi D.L. n.6 del 23.02.2020 e il successivo S.P.C.M. avente la stessa data molti Sindaci hanno adottato ordinanze contingibili ed urgenti al fine di affrontare l’emergenza. Ovviamente queste ordinanze rimanevano efficaci fino all’intervento del governo stesso in quanto livello superiore.

Con il decreto del 25.03.2020 n.19 all’art.3 si è introdotta la disposizione che prevede “nelle more dell’adozione dei decreti del presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 2 comma 1, e con efficacia limitata fino a tale momento, le regioni, in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, possono introdurre misure ulteriormente restrittive, tra quelle di cui all’articolo 1, comma 2, esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l’economia nazionale”. Inoltre la suddetta norma specifica che: ”I Sindaci non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze contingibili ed urgenti dirette a fronteggiare l’emergenza in contrasto con le misure statali, né eccedendo i limiti di oggetto cui al comma 1”.

Ai Sindaci, quindi, viene imposto di rispettare la “cabina di regia statale”  al fine di prevenire e fronteggiare il fronte epidemiologico ed ai Prefetti è dato il compito di vigilare sull’attività normativa eccezionale dei Sindaci avendo il potere di titolari degli Uffici territoriali del Governo.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco