Emergenza Covid, 3000 cani e gatti rimasti “orfani” ma pochissimi finiti in canile. L’appello dell’AAIDA

Secondo una recente indagine dell’AIDAA, l’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- Italiambiente, sono oltre 3.000 i cani e circa 1.400 i gatti rimasti orfani dei loro umani deceduti a causa del Covid da inizio anno al 10 dicembre.

Una notizia che poteva avere contorni terribili per il futuro di questi animali, ma per fortuna cosi non è stato. Infatti oltre la metà dei cani e gatti rimasti orfani del loro amico umano sono rimasti nelle famiglie di origine dove vivono i congiunti degli umani periti dopo aver contratto il covid, un buon 30% sono stati presi in carico da parenti dei defunti, e del rimanente 20% molti sono stati adottati o stallati dai singoli volontari e dalle associazioni che li avevano presi in consegna durante la malattia dei loro padroni.

Sono invece per fortuna pochi rispetto al numero complessivo di cui si è a conoscenza gli animali che dopo la morte dei loro padroni che sono finiti in gattile o canile.

In questo momento, inoltre, è bene chiarire che gli animali domestici non trasmettono il coronavirus. Anzi: in difficili giornate come queste hanno tanto affetto da darci e tanto amore da ricevere. Tutti gli animali: compresi ovviamente quelli che vivono liberi sul territorio o all’interno di un rifugio, ai quali non bisogna far mancare la necessaria assistenza. Va tutelato il “bene salute”, e questo è chiaramente scritto nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 9 marzo 2020; il “bene salute” di umani e non umani.

Come comportarsi allora? Ecco alcune domande e alcune risposte, alle quali Enpa ha risposto in un vademecum. Chiaramente vanno sempre, in ogni occasione, rispettate le regole sanitarie: distanza di sicurezza, pulizia accurata e continua delle mani, attenzione a non portarsi le mani alla bocca e agli occhi, evitare abbracci tra umani. Oltre al rispetto delle regole sanitarie è importante spostarsi solo quando strettamente necessario, e questo a tutela della salute di tutti.

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