Emily Graham: a sei anni ci insegna come affrontare il riscaldamento globale

Emily Graham ha solo sei anni e già ha a cuore il problema del riscaldamento globale. Determinata ed intraprendente, la bambina parla così qualche giorno fa al consiglio comunale della sua città Carlisle (Inghilterra): “Ho sei anni… per favore date anche a me l’opportunità di cambiare il mondo”.

Consigliera scolastica della sua scuola elementare, la piccola Emily è decisa a fare qualcosa per cambiare la sorte del nostro pianeta e per questo invita i consiglieri comunali ad agire repentinamente. “Se non agite ora, tra 12 anni, quando io ne compirò 18 e sarò abbastanza grande per diventare consigliera, sarà troppo tardi. E allora non avrò la possibilità di cambiare le cose. Il mio futuro dipende dalle decisioni che prenderete ora, in questa stanza”. È con queste parole che tenta di smuovere qualcosa negli animi dei politici a lei più vicini, ma in realtà ha toccato il cuore di milioni di persone che hanno deciso di manifestare il 15 marzo a livello internazionale per il #FridayForFuture.

“Riscaldamento Globale” è, tuttavia, un accostamento di parole che non sortisce più alcun effetto su di noi e caldo estremo, freddo glaciale, maremoti, uragani, trombe d’aria, terremoti sono, ormai, fenomeni all’ordine del giorno che non ci stupiscono più di tanto. Gli scienziati paragonano gli esseri umani a delle rane che immerse in una pentola sul fuoco si lasciano morire lentamente, ma se messe in acqua bollente fanno l’ultimo salto per salvarsi. Ebbene, noi, proprio come le rane, ci stiamo abituando a situazioni che sono tutt’altro che normali, ma tenteremo di porre rimedio alla loro pericolosità soltanto quando, ormai, sarà troppo tardi.

Non stiamo parlando soltanto di ghiacciai che si stanno sciogliendo e di orsi polari che non hanno più un posto dove vivere: i cambiamenti climatici e le calamità naturali che si abbattono sulla Terra sono un pericolo anche per noi. Potrà sembrare catastrofico, ma i danni del riscaldamento globale saranno presto irreversibili se non lo fermiamo subito: l’aumento dei mari distruggerà le case, in alcune zone il caldo estremo provocherà incendi, in altre la siccità prosciugherà le riserve d’acqua e vivremo presto su un pianeta molto diverso da come lo conosciamo oggi.

La causa principale del climate change è il carbonio che rilasciamo ogni giorno nell’atmosfera e che secondo le stime potrebbe portare ad un aumento di calore di 6°C. A questo punto è facile immaginare quanto sia vicina un’“estinzione di massa”, se la soglia-limite di aumento posta dagli esperti del clima è pari a 1,5°C da raggiungere entro il 2030.

Come si può, allora, rimediare? Emily ha ragione: bisogna partire dalle piccole realtà, come quella della sua cittadina, per sostenere la green economy, fatta di energie rinnovabili, veicoli elettrici, risparmio energetico, riciclo dei rifiuti, riforestazione e sostenibilità. Ad oggi la strada da percorrere per tagliare i consumi di CO2 è ancora molto lunga, ma il tempo stringe e c’è bisogno di attuare un cambiamento profondo. Come farlo? Impariamo da Emily che a sei anni ne sa molto più di noi.

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