Ennesimo furgone incastrato sotto al ponte di Ercole a Caserta: una vergogna che non fa più notizia

Ennesimo furgone incastrato sotto al ponte di Ercole a Caserta: una vergogna che non fa più notizia

Non è più una notizia, e neanche la fotografia di una criticità che suscita ironia. E’ semplicemente l’immagine dell’ennesimo automezzo incastrato sotto al ponte di Ercole. E questo non fa più neanche ridere, dopo mesi di “de ja vu“.

Resta l’indignazione di fronte a quella che è diventata una cartolina da Caserta, insieme alla Reggia e al Belvedere di San Leucio.

Una cartolina triste rispetto a risposte mai ottenute da parte di chi dovrebbe individuare soluzione efficaci affinchè lo scempio non perduri, e rispetto all’ottusità di troppi autisti di mezzi più alti di 2 metri e venti centimetri ossia il limite massimo indicato da segnaletica e dissuasori.

Resta il fatto che pochi minuti fa l’ennesimo furgone è rimasto incastrato sotto al ponte di Ercole, mandando in tilt la circolazione lungo via Santorio – via Camusso.

Caserta, ponte di Ercole chiuso al trafficoFotografie postate sui social, polemiche, indignazione, suggerimenti su soluzioni da adottare rispetto a quelle messe in atto dall’amministrazione comunale , e inevitabili volate per candidati alle prossime elezioni.

Ma su tutte resta una domanda: come mai da svariati mesi il ponte di Ercole si è reso ghigliottina di veicoli troppo alti, nonostante stia lì da qualche secolo a consentire il transito sottostante i giardini della Reggia?

Eppure dall’epoca di carrozze e carretti ne sono passati di decenni, ed è da altrettanto tempo che il ponte monumentale ha imparato a fare i conti con veicoli a motore più alti di un calesse. Eppure mai come negli ultimi anni aveva fatto parlare di sé così tanto e con tale frequenza, tanto da diventare l’appuntamento quotidiano che se manca suona strano.

A suon di botte alla struttura, blocco del traffico lungo l’arteria che collega Caserta a Casagiove, e multe agli autisti distratti, c’è il rischio che anche a questo scempio ci si abitui, così come ci si è abituati ai fumi neri che si alzano dalla terra dei fuochi, alla violenza dell’inciviltà in ogni sua forma, alla volgarità dell’arroganza, all’analfabetismo dei sentimenti.