“Enogastronomia dell’Agro Aversano: alla scoperta dei prodotti tipici del territorio” a cura del Touring Club Italiano

Sergio D'Ottone, presidente di Aversa Turismo

Sabato 19 ottobre  si terrà ad  Aversa ed in alcune località limitrofe (Frignano e Trentola-Ducenta) la manifestazione “Enogastronomia dell’Agro Aversano: alla scoperta dei prodotti tipici del territorio” organizzata dal Club di Territorio “Terra di Lavoro” del Touring Club Italiano con la collaborazione dell’Associazione Aversaturismo. La partecipazione è riservata soltanto ai soci ed agli amici del Touring Club Italiano regolarmente iscritti alla manifestazione.

La posizione geografica di Aversa, situata a brevissima distanza da Napoli e all’inizio della pianura di Terra di Lavoro, ha fatto sì che nella sua cucina siano riscontrabili i piatti tipici della cucina napoletana, sia pure con degli adattamenti legati al fatto di essere una zona a vocazione prevalentemente agricola. Non mancano comunque piatti tipicamente aversani.

Tra i primi, il più noto, è lo scarpariello, un metodo di preparazione della pasta che, dopo la cottura, viene mantecata con sugo di pomodoro tirato con aglio e sugna o anche grasso di prosciutto finemente tritato. Al sugo viene aggiunto peperoncino o anche olio al peperoncino perché il tutto deve essere molto piccante. Durante la mantecatura si aggiunge formaggio grattugiato in modo che si formi un cremoso velo rosso sulla pasta. Per quel che riguarda il formato di pasta da usare, le scuole di pensiero sono divise; qualcuna consiglia solo i bucatini, qualche altra la pasta corta. Come in tutte le cose gastronomiche, prevale sempre il gusto di chi mangia.

Tra i secondi, di rigore il 25 gennaio, giorno della festa di San Paolo, il santo protettore della città, ci sono le polpette di San Paolo, fatte con un impasto contenente, oltre al pane bagnato, la carne, le uova e il formaggio, anche uva passa e pinoli e che, dopo la frittura, sono fatte cuocere in sugo di pomodoro. Di solito, le polpette di San Paolo sono precedute da una porzione di pasta imbottita con polpettine, salsiccia e mozzarella e poi passata in forno.

Caratteristico di Aversa e del casertano è anche l’uso di cuocere i carciofi sulla brace (carciofi arrostiti) dopo averne allargate le foglie e avervi messi in mezzo aglio, sale, prezzemolo, pepe ed un buon filo di olio. I carciofi vengono poi disposti verticalmente su di una brace abbastanza viva e coperti così da farli arrostire. Il carciofo sarà cotto quando le foglie esterne saranno bruciate e, tirandone una interna, essa verrà via facilmente. Si asporta la parte bruciata e il resto viene mangiato staccandone le foglie ad una ad una con le mani.

Ma il prodotto più famoso tra quelli che caratterizzano la gastronomia aversana è la mozzarella, un formaggio troppo noto per doverne parlare. Ricordiamo solo che  la mozzarella di Aversa ; da tempo immemorabile viene prodotta, in genere, con latte proveniente dalla zona casertana denominata “dei Mazzoni”. Molti anziani ricordano ancora che il prezzo del latte veniva stabilito, ogni giorno, presso uno specifico mercato di Aversa denominato  taverna ;. Il formato tipico della  mozzarella di Aversa ; è di 500 grammi.

Anche tra i dolci, Aversa ha alcune esclusività. Oltre alla nota “polacca”, una specie di cornetto farcito con un po’ di crema ed amarena, ma fatto di una pasta lievitata, molto meno grassa di quella del cornetto tipico, unicum di Aversa è la “pietra di San Girolamo” che deve il suo nome al convento di San Girolamo dove era preparata. Si tratta di una specie di croccante costituito da zucchero, cioccolato e mandorle, molto friabile perché non bisogna far caramellare lo zucchero e che ha un aspetto rugoso e roccioso che ricorda appunto la pietra su cui il santo eremita scriveva la Vulgata.

E per finire un discorso a parte merita l’Asprinio di Aversa, definito dal famoso scrittore  ; giornalista Mario Soldati  il “grande, piccolo vino”. Avete mai visto viti che si arrampicano, “maritate” al pioppo, verso il cielo fino a raggiungere i 15 metri di altezza, fornendo delle imponenti barriere verdi, cariche di grappoli? Uve che, per essere raccolte impongono ai viticoltori equilibrismi incredibili su altissime scale? Queste sono alcune delle caratteristiche che rendono unico, ineguagliabile l’Asprinio di Aversa, assolutamente secco ma nel contempo, secondo le aggettivazioni del grande esperto Luigi Veronelli “allegro, leggero, brioso”.

PROGRAMMA DI MASSIMA

Ore 9.00 – Raduno dei partecipanti (mezzi propri) e parcheggio in Piazza Trieste e Trento (Tribunale Napoli Nord) – Aversa.

Ore 9.15 – Polaccheria Pelosi: presentazione e degustazione dolci “polacca” e “pietra di San Girolamo”.

Visita guidata alla Chiesa di Santa Maria a Piazza.

Trasferimento in autobus alle “Cantine Magliulo” di Frignano: visita con degustazione.

Trasferimento in autobus all'”Osteria Angelina” di Trentola – Ducenta.

Ore 13.00 – Pranzo presso l'”Osteria Angelina” con degustazione di piatti tipici.

Ore 15.00 – Trasferimento in autobus in via Salvo D’Acquisto ad Aversa. Presentazione e degustazione della “polacca” della “Pasticceria Mungiguerra”.

Presentazione e degustazione della mozzarella di Aversa presso il Caseificio “Nonna Rosa”.

Al termine, trasferimento in autobus al parcheggio di Piazza Trieste e Trento e termine della manifestazione.

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