“Benvenuti a tutti nel Macrico” il saluto del Vescovo accoglie le prove generali del parco cittadino

Ingresso nel Macrico

Lagnese: “Un luogo in cui un tempo si preparava la guerra, noi oggi stiamo lavorando per restituirlo alla pace”.

Una mattinata straordinaria per un’apertura straordinaria. Questa mattina dopo ben 16 anni dall’ultimo ingresso nell’area cosiddetta ex Macrico, oltre 325.000 mq alle spalle del Monumento ai Caduti di Caserta. Una visita del tutto speciale, su espresso invito del vescovo Pietro Lagnese e, per sua volontà riservata solo alle associazioni del Comitato Macrico Verde, alla stampa e ad un altro numero limitato di persone aderenti al progetto di un’area verde inedificabile.

Un importantissimo riconoscimento da parte del vescovo Pietro Lagnese – recita il comunicato del Comitato –  e da parte del presidente dell’Istituto Sostentamento Clero don Antonello Giannotti del ruolo fondamentale svolto negli ultimi 21 anni dal Comitato il cui impegno costante ha consentito di conservare fino ad oggi l’integrità del prezioso polmone verde di Caserta“, e di tutte le altre associazioni e le singole persone che in questo ventennio si sono battuti senza mai arrendersi affinché questo spazio possa tornare alla città.

Dinanzi a quel cancello alle spalle del Monumento ai Caduti questa mattina c’eravamo anche noi di Casertaweb e vi possiamo assicurare che l’emozione è stata forte. L’impressione è quella di entrare in un mondo inesplorato, una città nella città completamente immersa nel verde che immediatamente fa pensare in prospettiva alle enormi potenzialità che offre al territorio, in termini di benessere, svago all’aperto, fitness, ossigeno soprattutto.

Un luogo che da subito rimanda ad un altro posto meraviglioso e ben più lontano, un Central Park tutto casertano, che come quello famoso insiste proprio nel cuore della città e di cui Caserta ha assolutamente bisogno per donare completezza all’assetto green di una città la cui vocazione di eco-vivibilità è davvero ancora troppo scarsa.

Non appena all’interno si apre dinanzi ai nostri occhi un grande viale alberato completamente immerso nella vegetazione, gli occhi vagano qua e là sui resti delle “vestigia” militari, locali vuoti con saracinesche arrugginite ci ricordano cosa si faceva all’interno dell’ex Macrico.

Come ha poi detto il Vescovo Lagnese, “Un luogo in cui un tempo si preparava la guerra, noi oggi stiamo lavorando per restituirlo alla pace, un’azione di immenso significato se pensiamo a tutto quello che sta succedendo e che può valere di esempio a tante altre comunità in Italia dove esistono posti del genere”.

Nel corso della passeggiata prima di arrivare all’enorme hangar dove insisteva l’officina dei carri armati, così grande da fungere da ricovero per quelli e per altri numerosi mezzi militari, gli occhi stupiti di tutti sono immersi nel verde, alberi di ogni specie, fogliame, cinguettii di uccelli, il tutto coadiuvato da una splendida giornata di sole, mentre la comunità casertana di chi da sempre si batte per l’ambiente si riconosce e si saluta con gioia per il solo fatto di essere lì tutti insieme.

Una sosta prima di dirigerci verso la vecchia chiesa della Caserma e poi finalmente arriva Monsignor Lagnese.

Un arrivo quasi commovente con il suo “Benvenuti a tutti nel Macrico” che è suonato proprio l’espressione inaugurale di una nuova fase della vita di questo spazio urbano finora nascosto al mondo.

Accompagnati ed indirizzati da un gruppo di solerti volontari ci dirigiamo verso la Cappella percorrendo ancora questo bellissimo viale. Si parla tra noi e si ragiona su tutte le questioni che in questi 20 anni hanno tenuto banco.

Ricordiamo che appena lo scorso febbraio il vescovo Lagnese e don Antonello sono stati tra i firmatari della petizione per qualificare l’area ex Macrico quale F2, cioè verde pubblico inedificabile protocollata in Comune e sottoscritta da un gruppo di cittadini e cittadine, tra cui anche il Vescovo Emerito Raffaele Nogaro.

Maria Carmela Caiola e Sergio Tanzarella portavoce storici del Comitato Macrico Verde scrivono: “Chiediamo ai consiglieri comunali di riparare ai 21 anni di indecorosi progetti di cemento, e di inutili attese e rinvii dei loro predecessori, sanando un ritardo che ha negato l’ascolto della richiesta avanzata con petizioni, convegni, manifestazioni che hanno coinvolto nel tempo molte migliaia di persone”.

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Il discorso di Lagnese e l’annuncio della costituzione di una fondazione che gestirebbe il bene insieme all’Istituto diocesano per il Sostentamento del Clero, fanno sperare e sospirare. “Per adesso sarà un luogo per venire a passeggiare – ribadisce il Vescovo – vogliamo che quest’area ritorni ad essere un bene vissuto dalla città e dai cittadini, fin quando non avremo la possibilità formale di cominciare a lavorare per la trasformazione completa ad area verde inedificabile”.

Ci crediamo tutti, ci stiamo credendo. E intanto non finisce qui, domenica 3 aprile con la collaborazione del FAI, ci sarà la possibilità per tutti i casertani di visitare il Parco. Sarà un giorno di grande festa nel quale ricordare positivamente gli sforzi compiuti in questi anni da tante associazioni e da tanti cittadini.