Esporre al sole le confezioni di acqua minerale destinata alla vendita è reato

Esporre al sole le confezioni di acqua destinata alla vendita è reato

Come riportato da nationalgeographic.itprima di prendere una bottiglia d’acqua di plastica per mantenersi idratati, è opportuno chiedersi se questa sia stata esposta al sole cocente per troppo tempo. ‘Più è caldo, più è possibile che le sostanze contenute nella plastica contaminino il cibo o l’acqua’ afferma Rolf Halden, direttore del Center for Environmental Health Engineering presso il Biodesign Institute dell’Arizona State University.

“Molti contenitori in plastica – continua l’autorevole rivista scientifica – rilasciano una piccolissima quantità di sostanze chimiche nelle bevande o nel cibo che contengono. Più la temperatura e il tempo di esposizione aumentano, più i legami chimici della plastica si rompono e aumenta la probabilità che le sostanze chimiche filtrino.”

“Secondo la FDA (Food and Drug Administration), la quantità di sostanze chimiche è troppo bassa per causare problemi di salute, ma gli scienziati, guardando agli effetti a lungo termine di una continua esposizione alla plastica nella nostra vita, affermano che quelle piccole dosi, sommandosi, potrebbero avere un impatto notevole.”

L’art. 444 Codice Penale dispone che:Chiunque detiene per il commercio, pone in commercio ovvero distribuisce per il consumo sostanze destinate all’alimentazione, non contraffatte né adulterate, ma pericolose alla salute pubblica, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa non inferiore a euro 51. La pena è diminuita se la qualità nociva delle sostanze è nota alla persona che le acquista o le riceve’.

Con sentenza della Suprema Corte è considerato reato esporre per un determinato tempo al sole le confezioni di acqua destinata alla vendita. La sentenza n. 30037 è stata emessa in data 28.08.2018 dalla Terza Sezione della Corte di Cassazione che ha riconosciuto quale reato sia la surriferita esposizione al sole dell’acqua in vendita che il reato di detenzione in cattivo stato di conservazione di alimenti. Il mancato rispetto della normativa vigente comporta la pena ai sensi dell’art 5 della legge 283 del 1962.

Già in primo grado il Tribunale, nella fattispecie quello di Messina, condannava al pagamento di €1.500,00 di ammenda l’imputato, titolare di un esercizio, per aver tenuto confezioni d’acqua per la vendita esposte ai raggi solari.

Per gli Ermellini, durante il processo, si sostenne che le confezioni di acqua minerale erano ammassate alla rinfusa fuori dal deposito e l’acqua era al sole in pieno giorno e nel periodo estivo. Il fatto è un reato che aumenta il rischio per la salute umana.

In definitiva la Suprema Corte ha sostenuto che:- “il reato di detenzione per la vendita di sostanze alimentari in cattivo stato di conservazione è configurabile quando si accerti che le concrete modalità della condotta siano idonee a determinare il pericolo di un danno o deterioramento dell’alimento, senza che rilevi a tal fine la produzione di un danno alla salute, attesa la sua natura di reato a tutela del c.d. ordine alimentare, volto ad assicurare che il prodotto giunga al consumo con le garanzie igieniche imposte dalla sua natura”.

Per ulteriori approfondimenti: Studio Legale Civile & Penale Avv. Paolo Saracco