Estate Coronavirus: ecco le regole per la riapertura di lidi, piscine e spiagge pubbliche

Estate 2020

Ombrelloni distanziati di almeno cinque metri, piscine chiuse, niente sport e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo utente.

Sono queste le indicazioni contenute nel “Documento tecnico sull’analisi di rischio e le misure di contenimento del contagio da Sars-CoV-2 nelle attività ricreative di balneazione e in spiaggia” realizzato dall’Inail, dall’Istituto superiore di Sanità e dal ministero della Salute nell’ambito del Comitato tecnico-scientifico (che lo ha approvato il 10 maggio) e che sarà reso noto oggi dal governo, assieme agli altri pareri che regolano le riaperture.

La regola imprescindibile a cui dovranno ispirarsi Regioni, comuni e gestori in vista dell’estate al mare ai tempi del coronavirus è sempre la stessa: mantenere il distanziamento sociale, sia sulla spiaggia che in acqua. E quindi prenotazione preferibilmente obbligatoria, accesso contingentato «anche per fasce orarie», registrazione degli utenti «anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi». Percorsi di entrata e di uscita differenziati e sistema di pagamento veloce, anche online o con carta prepagata. Le postazioni saranno numerate e registrate. I lettini saranno sanificati a ogni cambio di utente.

Nello studio, al paragrafo «Misure di sistema», si spiega come non sia possibile «definire un indicatore unico applicabile in ogni contesto». Per cui le autorità locali dovranno adottare «specifici piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative». In pratica bisognerà stabilire qual è il numero massimo di persone che possono entrare in una determinata spiaggia libera «di grande attrazione» e prevedere «un accesso regolamentato tramite prenotazione online»

Per evitare assembramenti non si potrà stazionare sulla battigia. Anche le spiagge pubbliche dovranno essere sanificate. Il Cts consiglia di affidare la gestione degli arenili a «enti o soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato», come volontari e associazioni del terzo settore

Ed ecco i numeri e i divieti:

«La distanza minima tra le file degli ombrelloni è pari a 5 metri. La distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila è pari a 4,5 metri».

E chi prende un lettino o una sdraio in più dovrà mantenersi a due metri dall’ombrellone contiguo. Queste norme allarmano i balneari perché ridurranno di molto i posti e quindi i ricavi.

Però tra le righe di pagina 14 c’è una regola che consentirà di aumentare il numero di presenze: «Tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sdraie etc) ove non allocate nel posto ombrellone, dovrà essere garantita la distanza minima di 2 metri una dall’altra».

Quanto a spazi e servizi, non potrà essere l’estate spensierata di sempre: «È necessario comunicare che la fruizione delle spiagge sarà soggetta a restrizioni rilevanti e risulterà notevolmente diversa rispetto agli anni precedenti».

Saranno vietate le attività ludiche e sportive che possono causare assembramenti, vietate le feste e gli eventi. Niente matrimoni al chiaro di luna.

Chiuse le aree gioco per bambini. Chiuse le piscine all’interno degli stabilimenti. E «deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze».

Tutte le attrezzature dovranno essere sanificate, dall’albero del windsurf agli erogatori subacquei. I clienti arriveranno e andranno via con la mascherina sul viso, i servizi igienici saranno puliti più volte al giorno e verranno installati dispenser per l’igiene delle mani.

E anche il lavoro dei bagnini cambierà, a cominciare dall’obbligo di toccare ombrelloni e sdraio con i guanti in nitrile. Norme nuove anche per i soccorritori in mare, che eseguiranno le sole compressioni toraciche, senza ventilazione.