Ex Canapificio di Caserta, chiude anche lo sportello per i diritti, la protesta a Palazzo Castropignano

Un altro capitolo della storia del Csa Ex Canapificio Caserta è stato scritto oggi ma in tanti tra Casertani, migranti e gente comune non si rassegnano all’idea che questo capitolo sia l’ultimo. Come annunciato, oggi pomeriggio davanti alla sede del Comune di Caserta, in tanti si sono mobilitati per lanciare alle istituzioni un grido d’aiuto.
Pubblichiamo alcuni stralci del presidio di oggi, ricevuti direttamente da alcuni responsabili dell’ Ex Canapificio:

Oggi, dopo 24 anni, siamo stati costretti a sospendere lo sportello per i diritti, lo sportello che ha assistito più di 15000 persone. Da parte della comunità dei migranti e rifugiati presenti al meeting c’è stato un grande sgomento a seguito di questa notizia, che configurata come la chiusura della loro casa dei diritti.

Chiude un presidio di giustizia, chiude un presidio di anticamorra, chiude un presidio di contrasto allo sfruttamento lavorativo, chiude la casa di chi vedeva rivendicati i propri diritti.

Con la chiusura di questo presidio il territorio e tutte le istituzioni non potranno che aspettarsi un aumento del disagio sociale, della pressione a causa delle problematiche che oggi non riescono a risolvere, come le vertenze contro il caporalato o all’emersione dell’irregolarità.

Le istruzioni hanno bisogno di questi presidi, di queste associazioni, e hanno bisogno di movimenti come questo.
La chiusura di questo sportello equivale a rompere un saldo anello di una catena, e gli effetti negativi li vedremo nelle piazze, negli uffici fin da domani.

Da Agesci Scout di Caserta, dalla solidarietà della rete cattolica, della rete associativa locale, è stata montata una tenda, simbolo di quel che oggi resta di uno sportello pluriventennale“.