Ex dipendenti Jabil di nuovo disoccupati

Ex dipendenti Jabil di nuovo disoccupati
SANCARLO50-700
SANCARLO50-700
previous arrow
next arrow

Un gruppo di 23 ex dipendenti della multinazionale Jabil, con sede a Marcianise, sono stati considerati esuberi e trasferiti all’azienda Orefice in Sardegna. Tuttavia, dopo essere stati assunti da Orefice, sono stati licenziati e attualmente si trovano disoccupati.

I sindacati locali, tra cui Cgil, Cisl, Uil e le sigle sindacali dei metalmeccanici Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm e Failms, hanno manifestato sotto la sede della Regione Campania a Napoli per attirare l’attenzione sul caso e chiedere un’uscita dall’oblio in cui si trovano.

glp-auto-336x280
lisandro

I sindacati criticano le istituzioni e si chiedono cosa sia successo alle soluzioni promesse dal Ministero e alla newco Tme/Invitalia, che avrebbe dovuto favorire il reinserimento lavorativo dei dipendenti di Orefice e di Jabil. Queste promesse erano state fatte in relazione alle operazioni di reindustrializzazione per i dipendenti ex Jabil, poiché la multinazionale aveva dichiarato esuberi a causa della mancanza di commesse.

Orefice, pagata da Jabil per riassumere i 23 dipendenti, avrebbe dovuto aprire uno stabilimento nell’area di Caserta o Napoli, in cui far lavorare gli ex dipendenti di Jabil. Tuttavia, l’azienda sarda ha affittato un capannone per produrre generatori elettrici, ma la produzione non è mai iniziata. In seguito, Orefice ha chiesto ai 23 dipendenti di trasferirsi in Sardegna e, di fronte al loro rifiuto, ha proceduto al licenziamento.

Attualmente, i 23 ex dipendenti di Jabil si trovano in una situazione di disoccupazione e stanno cercando di attirare l’attenzione delle istituzioni e dei sindacati affinché vengano adottate misure per aiutarli a trovare occupazione o ottenere i diritti a cui ritengono di avere diritto.