Ex Mulini Reali di San Benedetto, Italia Nostra Caserta chiede l’accesso agli atti della nuova destinazione d’uso

Ex Mulini Reali di San Benedetto
Ex Mulini Reali di San Benedetto - Caserta
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Le residenze per studenti negli ex mulini reali di San Benedetto, costruiti da Luigi Vanvitelli e suo figlio Carlo tra il 1770 e il 1773, stanno subendo un cambiamento di destinazione d’uso.

Il progetto prevede la trasformazione dei mulini in un complesso di residenze per studenti con servizi diversi. Tuttavia, ci sono preoccupazioni riguardo alla coerenza del progetto con la storia del sito e delle fabbriche vanvitelliane, nonché con il vincolo imposto dal Ministero dei Beni Culturali, ora Ministero della Cultura, nel 2004.

È importante valutare l’efficacia e la sostenibilità economica, finanziaria e ambientale di un investimento del genere. Alcuni ritengono che la popolazione universitaria che frequenta i dipartimenti locali sia contenuta in aree geografiche limitate e che gli studenti tendano a spostarsi verso altri atenei, il che potrebbe non giustificare una spesa così elevata per la costruzione di residenze.

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C’è anche la preoccupazione che l’edificazione delle residenze possa comportare la perdita dell’identità storica del sito e del suo contesto urbano, nonché l’ulteriore consumo di suolo in un’area priva di spazi verdi pubblici e servizi per i residenti. L’area è anche influenzata dalla presenza di due linee ferroviarie, una per Napoli via Cancello e l’altra per Benevento Foggia.

Data questa situazione, è stata presentata una richiesta di Accesso agli atti agli enti interessati, tra cui il Comune di Caserta, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Caserta e Benevento e l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”.

Pascale Vincenzo - Molini di San Benedetto - 1830 c.a Tav. XXXV, disegno Archivio Storico della Reggia
Pascale Vincenzo – Molini di San Benedetto – 1830 c.a Tav. XXXV, disegno Archivio Storico della Reggia

I mulini reali di San Benedetto erano un complesso con due mulini, uno superiore e uno inferiore, alimentati dalle acque del condotto del Carolino. Oltre ai mulini, c’erano anche spazi per i carri, un’osteria, granili, un oratorio e un giardino con una peschiera. Nel corso dei secoli, i mulini hanno subito diverse trasformazioni, diventando mulini Barducci, poi Arena, poi mulino e pastificio Amato e infine un calzaturificio militare durante la prima guerra mondiale.

Nonostante l’area sia stata abbandonata per decenni, rappresenta comunque una testimonianza significativa della storia urbanistica e industriale di Caserta dalla seconda metà del XVIII secolo al XX secolo. È quindi auspicabile che i valori storici e identitari del sito siano preservati e che si evitino demolizioni e ricostruzioni incoerenti o, peggio ancora, con volumi superiori a quelli preesistenti.