Ex Saint Gobain, quando la città diventa spiaggia e campagna

Che fai quest’estate? Beh è la domanda più ricorrente da due mesi a questa parte, ma non tutti hanno la fortuna di fare le valigie e partire. E allora che si fa?

Mare da pendolari e piscine a parte – sono l’ABC del vacanziere cittadino – si reinventa la città e si cercano anche nel cuore dell’assolata e cementificata urbe, macchie di verde che ricordino prati di collina e spiagge attrezzate.

In attesa che in un futuro utopico Caserta ci renda il Macrico, polmone inaccessibile di questa città, ci accontentiamo dell’area ex Saint Gobain, piccolissima macchia verde co tangente ad una Caserta nuova mai bonificata.

Già utilizzata ormai da anni dai cittadini come luogo di impegno atletico, sono moltissimi che vanno a correre nel cerchio dell’area che circonda il Palavignola, da qualche tempo, grazie al piccolissimo boschetto, se così si può chiamare, posto proprio alle spalle del Palazzetto, è ormai ritrovo frequentatissimo dei giovani e meno giovani che cercano un’oasi di ristoro.

Verso le 17.30 Viale Melvin Jones comincia a riempirsi di podisti, maratoneti, campeggiatori one-day tenda a carico, famigliole addirittura con tavolino e sedie per un pic nic veloce, amanti dei cani con i propri pelosi a scorazzare, ragazzi che si allenano con palle, corde, attrezzi da giocolieri, qualcuno steso cattura gli ultimi raggi di sole quelli piu leggeri, qualcuno ancora gioca a carte, qualcun altro suona la chitarra e c’è chi addirittura fa lezione di Yoga sul prato, come Titti Frittella, param nivas kaur, maestra di Kundalini e pregnancy yoga. E il piccolo manto erboso si riempie di teli mare e tappetini.

Insomma l’area si presta per spazio e verde, peccato manchino cestini, manchino fontanine, manchino panchine, manchi una manutenzione mirata per rendere un luogo rubato alla città, fruibile nel migliore dei modi.

Basterebbe poco per “attrezzare” l’area, basterebbe innanzitutto l’occhio vigile dell’amministrazione che non può fare finta di non vedere che una parte della città ha ormai cambiato destinazione d’uso e necessità di un riassetto urbano, e basterebbe un po’ di buona volontà.

Insomma, cari casertani, ci accontentiamo di poco? Non fa niente, il nostro poco è molto e sappiamo farcelo bastare. E se quest’anno avete saltato le ferie, venite alla Saint Gobain, vi aspetta un popolo di vacanzieri urbani.