Il femminismo: contro il primato assoluto delle donne

Spesso al termine di uso comune ‘’femminismo’’ viene associato un significato negativo e anacronistico da chi magari preferirebbe parlare di semplice ‘’uguaglianza sociale’’ senza adoperare un termine in molte occasioni ritenuto eccessivo, soprattutto secondo il parere di numerose donne.

Ma cosa vuol dire realmente essere femminista? Questo neologismo fa il suo ingresso alla fine dell’ottocento, grazie al giovane Alexandre Dumas che descrive nella sua opera “L’uomo- donna’’ l’azione delle prime attiviste che si scontrano con le difficoltà sociali dettate dall’incapacità di riconoscere i pari e pieni diritti degli uomini anche alle stesse donne.

E’ a partire da questo che la giusta e sentita lotta delle femministe ha dato vita in campo sociale ad una serie di stereotipi ancora attuali e che tratteggiano in modo negativo in loro operato. Per quale motivo? La risposta sta nell’interpretazione del suo significato, il quale in realtà sancirebbe un’ingiustizia e non una giusta uguaglianza tra i due sessi, tutelando maggiormente quello femminile (considerato comodamente il più debole) a discapito dell’altro.

Ma la convinzione che il femminismo voglia sottomettere gli uomini condannandoli ad una condizione di inferiorità, necessita di essere smentita nell’ottica dell’immaginario comune che troppo spesso si limita a considerare i solo stereotipi negativi derivanti dalla corrente estremista di questo movimento. Le femministe allora si trasformano in donne orgogliose assetate di potere, il cui obiettivo comune è portare avanti un movimento che disprezza la famiglia e che incoraggia le donne ad essere ribelli fino a compiere gesti estremi come abbandonare figli e mariti, venendo meno alle loro responsabilità adesso considerate come ‘’scomodi vincoli’’.

Non è questa l’immagine del movimento che merita di diffondersi, il cui reale obiettivo non è quello di decretare una netta separazione tra uomo e donna alla luce delle differenze pur sempre presenti tra i due sessi, bensì quella di favorire una lotta comune per la parità di entrambi/e.

In una società che ci educa al pregiudizio, dichiarare di essere femministe non è facile, soprattutto da parte degli uomini stessi. Tuttavia il pensiero può facilmente trasformarsi in azione se riesce a farsi spazio tra i vincoli imposti dalla società e se incoraggiato dalla giusta educazione all’uguaglianza nel rispetto di ogni singola diversità. Proprio a partire da questa considerazione il femminismo diventa la viva testimonianza di una sensibilità di individui, in questo caso donne, promossa dalla volontà di una sola uguaglianza e mai arroganza sociale.