Fiaccolata per Gennaro, il Gruppo Mamme Casertane: “Questo è il punto di non ritorno di una città alla deriva”. L’intervista

Non sono un comitato, non sono un’associazione, sono mamme, donne che prima di questa tragedia già lottavano per una Caserta migliore, per rendere quelle strade by night che ogni sera accolgono anche i loro figli, più vivibili, meno sciacalle e cattive.

Una Luce per Gennaro“, la fiaccolata/commemorazione che si terrà sabato 4 settembre a Piazza Correra, la piazzetta di via Vico dove è avvenuta la tragedia che ha visto la morte di Gennaro, è stata organizzata da loro, il Gruppo delle Mamme Casertane, almeno una ventina che si sono ritrovate attraverso i vari comitati di città, Genitori no Alcool, Vivibilità Cittadina ed altri gruppi di cittadinanza attiva presenti sul territorio.

Abbiamo parlato con Barbara Fedele, architetto, mamma di un ragazzo di 18 anni, residente nel centro storico, quel centro che da troppi anni accoglie una movida cosiddetta selvaggia ma se vogliamo definirla meglio la chiameremo piuttosto insana e scellerata, dove in stradine strette come un budello decine e decine di bar e localini richiamano centinaia e centinaia di giovani anche da fuori città, dove troppo spesso si vende alcool a ragazzini di 14 anni, dove i residenti sono segregati in casa e durante il fine settimana di uscire con la macchina proprio non se ne parla.

Sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di grave – ci dice Barbara – sono troppi anni che denunciamo una situazione che ormai va ben oltre il fatto di non poter chiudere occhio fino alle sei del mattino. E’ un fatto culturale, sciami di ragazzi che approcciano al bere in maniera assolutamente sbagliata, che assumono alcol per colmare un vuoto che c’è sul territorio.

Non si tratta di una birra con gli amici, lo abbiamo fatto tutti da ragazzi, si tratta di gente che vomita in mezzo alla strada, ragazzini in coma etilico, sporcizia, rifiuti, bicchieri e bottiglie che si riversano anche nel resto della città, risse a tutte le ore. Era una situazione nota, che era sotto gli occhi di tutti, se pensate ai giorni della Vigilia di Natale, di Capodanno, agli eventi in centro, è qualcosa di osceno quello che accade al centro storico.

Vi dico di più, se qualcuno si sentisse male l’autoambulanza qui non ci passa, i ragazzi che si trovano al centro della folla sono imbottigliati senza via di fuga, se accadesse qualcosa sarebbe una tragedia tipo quella dello stadio Heysel. Per quanto credi di conoscere il degrado non immagini mai cosa significhi viverlo in diretta, l’opinione pubblica non ha affatto la percezione di quello che viviamo noi residenti e di come questi ragazzi affrontano il fine settimana, in maniera vuota, sterile, infruttuosa”.

Le ordinanze regionali e comunali non vengono assolutamente rispettate, qui da noi è musica a volume impensabile fino alle 4 di notte, la discoteca non è all’interno dei locali, è fuori, per strada, sotto ai nostri balconi. Se l’ordinanza sui divieti uscita il giorno dopo la tragedia fosse stata pensata prima, forse tutto questo non sarebbe accaduto. Se chi viene in città avesse avuto almeno la percezione di essere videosorvegliato probabilmente non si sarebbe sentito così a briglia sciolta“.

Parole colme di rammarico e amarezza per questa città e tanta paura per i giovani, quei figli che non possono chiudersi in casa devono pur uscire e se sono troppo “bravi ragazzi” un genitore non sa mai cosa potrà accadere.

E poi ci spiega i motivi della fiaccolata e le prospettive di questo gruppo.

“Avevamo avuto la terribile percezione che la cosa stesse passando sotto silenzio – dice Barbara – ci siamo chiamate tra noi, ci eravamo conosciute in giro, ognuna con la sua battaglia e grazie anche a Rosi Di Costanzo che da anni faceva una guerra con il comitato antimovida prima e con Vivibilità cittadina poi, ci siamo praticamente raccolte, ognuna in maniera gratuita ha deciso di offrire la propria esperienza, la propria competenza e il proprio tempo.

Dopo questo incontro abbiamo deciso di riappropriarci della città e partiranno anche delle iniziative mirate a breve per cambiare direzione a questo territorio, per cambiare una mentalità. 

Il pensiero della commemorazione è stato il pensiero di tutte, innanzitutto ci ha mosse il desiderio di voler stare accanto alla famiglia perché Gennaro poteva essere il figlio di ognuno di noi, e poi la rabbia perché quello che è accaduto avrebbe potuto essere evitato. Se questa terribile tragedia doveva proprio accadere che almeno possa essere il campanello d’allarme definitivo per risvegliare un territorio.

La morte di Gennaro è una colpa condivisa, ma anche una presa di coscienza condivisa, con questa fiaccolata vogliamo dire che è arrivato il momento di investire su questi ragazzi, se non investiamo sulle loro vite, ma su cosa mai dovremmo investire.

Vedere adolescenti ubriacarsi dal pomeriggio fino al mattino dopo è un fallimento di tutti, genitori, scuole e istituzioni. Questo è il momento più basso di questa città dal quale si può solo risalire. O adesso o mai più“.

La pagina dell’evento
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