Flash Mob in tutta Italia domenica 18 aprile: il movimento “Il Giusto Mezzo” contro la disparità di genere

“Si tratta di problematiche che, in realtà, sono sempre esistite ma che pesano molto di più adesso che in passato in seguito alla crisi scatenata dal Coronavirus” spiega Antonella, una delle attiviste in Campania del movimento “Il Giusto Mezzo” che aggiunge: “Non siamo un gruppo di femministe estremiste, abbiamo tanti uomini che lavorano con noi per la nostra causa”.

Domenica 18 aprile alle ore 11:00 Il Giusto Mezzo terrà un flash mob nelle piazze delle maggiori città italiane (Firenze, Milano, Roma, Torino, Parma, Treviso) ed in live streaming su Facebook per le regioni in zona rossa, tra cui la Campania, dove non sarà possibile partecipare alla manifestazione in presenza.

Il 30 aprile il Presidente del Consiglio Mario Draghi consegnerà all’Europa il piano italiano per l’utilizzo dei fondi del Recovery Fund. Il Giusto Mezzo continua a reclamare a gran voce quanto già messo nero su bianco nella petizione sul proprio sito rivolta a Palazzo Chigi: asili nidi a tempo pieno, congedo di paternità di cinque mesi, allargamento dell’offerta di cura per anziani e disabili, abolizione del gender pay gap, agevolazioni all’accesso al credito.

Investimenti strutturali per aumentare l’occupazione femminile e combattere la
disparità di genere. Provvedimenti che sarebbero a favore non soltanto della donna ma dell’interno nucleo familiare.

Il movimento “Il Giusto Mezzo”

Il Giusto Mezzo (www.ilgiustomezzo.it) è un movimento spontaneo della società civile per la parità tra donne e uomini in Italia, attivo da pochi mesi anche in Campania. Nasce sulla scorta dell’appello europeo Half of It che chiede che metà delle risorse del Recovery Fund siano spese per superare il divario di genere in Europa.

I firmatari e le firmatarie dell’appello chiedono un cambio di paradigma con una lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, ovvero interventi strategici e strutturali in 3 ambiti chiave per il futuro: l’allargamento dell’offerta sulla cura della prima infanzia e sulla cura famigliare in generale, il rilancio dell’occupazione femminile e la riduzione del cosiddetto gender paygap, cioè la disparità salariale tra uomini e donne.

Attraverso questo appello, che ha già raggiunto oltre 60mila firme, ribadiscono che il loro interesse non è la questione femminile ma l’efficienza del sistema, degli investimenti che farà il nostro Paese, sia con le risorse straordinarie europee e del Recovery Fund, sia con quelle ordinarie, e il loro reale impatto sulle generazioni future.

Il flash mob #CorsaAlRecovery

La Disparità di genere sarà fotografata dalla #CorsaAlRecovery: a Roma, Milano, Torino, Parma e Treviso il Giusto Mezzo simulerà fisicamente l’inizio di una gara tra atleti e atlete, con l’obiettivo di evidenziare le differenze di genere in termini di vantaggio competitivo già alla partenza.

Uno speaker leggerà delle frasi per determinare il posizionamento ai blocchi di partenza di tre uomini e tre donne, che si riposizioneranno, quindi, in base alle discriminazioni che vivono ogni giorno: da «se hai un posto di lavoro, fai un passo avanti», passando per «se hai dovuto lasciare il lavoro perché non puoi permetterti un posto al nido per tuo figlio, fai un passo indietro», fino a «se non ti sei mai sentito discriminato sul lavoro fai un passo avanti».

Il risultato sarà un plastico disegno della situazione in Italia oggi, dove le donne iniziano ogni giorno la propria corsa qualche blocco più indietro degli uomini.

La disparità di Genere in Italia

Secondo l’ultimo report del World Economic Forum i redditi femminili sono del 42,8% più bassi rispetto a quelli degli uomini, e il gap a parità di mansioni è del 46,7%; siamo al quarantunesimo posto per l’emancipazione politica femminile e le laureate in materie Stem sono solo il 15,7%. Dei 444 mila posti di lavoro andati persi nell’ultimo anno, 312 mila hanno coinvolto le donne.

Una drammatica situazione acuita dal fatto che nel solo mese di dicembre si è registrata un’ulteriore flessione che ha causato la perdita di 101 mila posti di lavoro e, anche stavolta, ben 99 mila riguardavano le donne. Ci metteremo 135,6 anni ad ottenere la parità di genere.

I fondi del Next Generation Eu sono una incredibile ed unica possibilità perché almeno le prossime generazioni possano iniziare a intravedere una società più equa e giusta, ma anche più ricca: secondo una stima della Banca d’Italia, se tutte le donne lavorassero il Pil aumenterebbe del 7%.