Fontanine casertane, storia di una città, di beni comuni e servizio alla comunità

Spesso camminiamo per la città senza nemmeno accorgerci di quanto ci circonda. Andiamo di fretta, si corre da un capo all’altro, e le immagini dell’urbe ci scorrono ai margini del campo visivo.

Tranne ovviamente quando abbiamo bisogno, nel nostro diritto di cittadino, di usufruire di un servizio, uno spazio, un bene comune. In quella occasione ci rendiamo conto se il suddetto allora esiste o meno, sia funzionante, utile, disponibile.

È il caso delle fontanine di città. Se ne accorgono i podisti, gli atleti, i camminatori, i passeggiatori di cani. Coloro che hanno bisogno di quel provvidenziale scroscio d’acqua che ci aspetta come un’oasi, soprattutto nei torridi mesi estivi, sono le nostre antenne di monitoraggio rispetto a questo importantissimo bene comune.

Caserta ne possiede tantissime, alcune davvero preziose e storiche risalenti addirittura a secoli addietro, raccontano una storia architettonica, di arredo urbano ed anche di civiltà di una terra che fu.

Molte però, dispiace constatare che non sono funzionanti. Attenzione, funzionavano, hanno funzionato, ma la poco attenta civiltà di noi urbani fruitori non gli ha consentito lunga vita il più delle volte.

Daglie ad invocare l’intervento dell’amministrazione comunale che spesso ha ripristinato l’erogazione per poi vedere danneggiare nuovamente dopo poco i rubinetti. Talvolta invece è stato lo stesso comune che ne ha deciso lo “spegnimento”.

La fontanina di città è un vero e proprio servizio sociale, disseta il passante, i ragazzi che giocano in strada, il lavoratore che si ferma al volo tornando che so, da un cantiere, disseta gli animali randagi, chi fa sport. E sovviene in aiuto alla città quando capitano impreviste sospensioni idriche dai nostri rubinetti.

L’acqua cittadina è buona, qualche anno fa su pressione di alcune associazioni, i controlli di laboratorio registrarono ottimi risultati di portabilità.

Ma qual è la mappa delle fontanine cittadine? Attraverso le segnalazioni dei nostri lettori ne abbiamo punteggiata qualcuna e ve le ricordiamo.

Corso Giannone, la fontanina storica che costeggia il muretto di separazione dalla Reggia, Piazza Vanvitelli, Piazza Vetrano a Falciano (da molti considerata una delle acque più salubri che scorrono all’aperto), Piazza Correra, Piazza Pitesti, Piazza Sant’Anna, quella alle piste del Geometra, quella di Villetta Giaquinto rimessa al mondo dai volontari, quella da poco ripristinata nella villetta di Parco degli Aranci dopo 6 anni… E qualcun’altra per frazioni, altre prego, segnalatele voi.

Le Fontanine funzionanti sono una benedizione divina, manutenute e pulite, spesso con pulsante a rientro con conseguente risparmio di acqua, vaschetta raccolta acqua sottostante.

Ho fatto un giro, ho visto bere non necessariamente nell’ordine: bambini, adulti, mamme, autisti di passaggio, cani soli e accompagnati, operai cotti dal sole. Io stessa con i miei cani abbiamo usufruito abbondantemente.

Grazie per le cose che funzionano bene, ma un appello per ripristinare quelle che non funzionano al più presto.