Da anni il Gruppo 31 agosto segnala alle autorità, tra cui il Ministro della Cultura, i prelievi abusivi lungo l’Acquedotto Carolino, opera vanvitelliana patrimonio Unesco, che stanno compromettendo non solo l’integrità architettonica del sito, ma anche l’ecosistema del parco della Reggia di Caserta.
Nonostante gli allarmi, il fenomeno è continuato, portando ora a un intervento delle forze dell’ordine e all’arresto di un imprenditore agricolo per furto d’acqua e danneggiamento.
L’operazione dei Carabinieri forestali, che ha portato alla luce un episodio di emungimento illegale, rappresenta solo la punta dell’iceberg. Secondo il Gruppo 31 agosto, infatti, i prelievi abusivi sarebbero diffusi e tollerati da tempo, con numerosi soggetti che attingerebbero illegalmente dall’acquedotto, alterando il flusso idrico e danneggiando la struttura settecentesca.
Ripristinare l’impianto di riciclo degli anni ’80
Oltre alla repressione degli abusi, il Gruppo 31 agosto sollecita il recupero dell’impianto di riciclo delle acque realizzato negli anni ’80 dall’architetto Gian Marco Jacobitti, allora Soprintendente per i Beni Ambientali e Architettonici di Caserta e Benevento.
Un sistema che, se riattivato, potrebbe contribuire a una gestione più sostenibile della risorsa idrica, riducendo sprechi e abusi.
Patrimonio Unesco a rischio
L’Acquedotto Carolino, progettato da Luigi Vanvitelli, è una delle opere idrauliche più importanti d’Europa, fondamentale per alimentare le fontane della Reggia. La sua compromissione mette a rischio non solo un bene storico, ma anche l’equilibrio ambientale dell’intera area.
Le istituzioni sono ora chiamate a intervenire con maggiore determinazione, garantendo controlli costanti e un piano di riqualificazione che preservi questo gioiello dell’ingegneria settecentesca. Intanto, l’arresto dell’imprenditore agricolo dimostra che la tolleranza zero verso i reati ambientali è possibile, ma serve un’azione più ampia per fermare un fenomeno che dura da troppo tempo.
Ecco la denuncia integrale di Gruppo 31 agosto
I vari articoli di stampa sui prelievi abusivi dall’acquedotto Carolino impongono una seria riflessione sulla gestione della Reggia ed annesso Parco. Sono anni che vengono segnalati prelievi abusivi dall’acquedotto nonché la necessità di ripristinare l’impianto di riciclo di acqua realizzato dal Soprintendente per i Beni Ambientali Architettonici Artistici e Storici di Caserta e Benevento il grande Gian Marco Jacobitti negli anni ’80. Vale qui la pena di ricordare le iniziative prestigiose realizzate nei 14 anni della sua reggenza (1982 – 1997): il G7 del 9 luglio 1994, la vista pastorale di Papa Giovanni Paolo II, tutti i restauri più importanti della Reggia, dagli appartamenti storici al Parco reale, dalle facciate del monumento al giardino inglese, dagli appartamenti storici alla grande cascata, al teatro di corte, alla creazione del museo dell’opera e del territorio nei seminterrati dell’edificio, successi quali “Terrae Motus”, la più importante collezione tematica di arte contemporanea: nel 1993 Lucio Amelio gli affidò la raccolta di opere d’arte che nasceva dalla storia e che è entrata nella storia.
L’impianto di sollevamento di acqua, opera lungimirante di Jacobitti, venne realizzato per sopperire già negli anni ’80 alla ridotta adduzione della portata idrica dovuta da una parte, al diminuito apporto dalle sorgenti del Fizzo, problematica generale che veniva già all’epoca avvertita, e dall’altra dalla captazione lungo l’acquedotto Carolino sia di prelievi autorizzati in concessione negli anni, concessioni che sembrerebbero mai censite e controllate sia nei quantitativi di prelievo che negli importi esigui da corrispondere, sia per furti d’acqua per allacci abusivi lungo i 36 km dell’opera vanvitelliana. Detto impianto consentiva con il sollevamento dell’acqua l’alimentazione della cascata e quindi della via d’acqua permettendo nel contempo alla stessa di arricchirsi di ossigeno utile sia per la fauna ittica delle vasche che per evitare la proliferazione di alghe autotrofe. L’impianto cessò di funzionare negli anni ’90 e non è stato più ripristinato.
Questo Gruppo 31 agosto ha più volte segnalato al Ministro della Cultura ed alle autorità competenti che i prelievi abusivi lungo l’acquedotto Carolino, danneggiavano oltre che l’aspetto architettonico della via d’acqua, anche l’ecosistema e la biodiversità che caratterizzano il parco della Reggia.
L’intervento dei carabinieri forestali che ha portato all’arresto di un imprenditore agricolo per il furto d’acqua ed il danneggiamento dell’opera vanvitelliana riguarda un singolo momento critico mentre molti altri emungimenti, sembrerebbe risaputi nel territorio, sono anni che prelevano acqua abusivamente. Le nostre segnalazioni insistenti sono state utili per smuovere, benché tardivamente, le autorità competenti al controllo dell’opera, patrimonio Unesco.
Dr. Ciro Costagliola








































