Gar Caserta, il Gruppo contro le solitudini incontra online Emma Farina per “Imparare a sorridere”

Emma Farina de l'associazione "Teniamoci per Mano-Caserta"

I tempi sono difficili, che lo diciamo a fare, la pandemia, la paura del virus e il virus stesso hanno prodotto una sorta di squilibrio collettivo, le persone sono confuse e talvolta più sole del solito. Proprio per questo il Gar, il Gruppo di Autosostegno Rosa, contro le solitudini sociali non ha mai smesso le proprie attività, passando dagli incontri in presenza a quelli online, con riunioni settimanali su Google Meet.

Gli appuntamenti del Gruppo sono anzi raddoppiati, integrando nel normale percorso che ha nel Cerchio delle Confidenze il suo momento topico, anche un appuntamento di Meditazione, destinato a quelle donne che sentano il bisogno di integrare nel proprio percorso uno spazio in cui esercitare la propria spiritualità, con la collaborazione di un’altra donna Gar, la dottoressa Maria Antonietta Serino.

In agenda numerosi piccoli eventi mirati, incontri che spaziano dai minicorsi sul lifestyle, a quelli sul mindfulness, brevi linee guida per permetterci di passare da uno stato di sofferenza a una percezione soggettiva di benessere, grazie ad una conoscenza più profonda degli stati mentali.

Non può mancare anche la leggerezza, incontri con “ospiti”  che possano aiutarci diventando di ispirazione attraverso il racconto delle proprie storie di vita. E’ il caso dell’evento di oggi, martedì 8 dicembre con Emma Farina,  dell’associazione di clownterapia Teniamoci per Mano Caserta e performer della Ginnastica o Yoga della Risata .

“Emma Farina con il suo naso rosso che ormai la identifica come Bollicina – ci racconta Mariagrazia Manna, fondatrice e coordinatrice del GAR –  ci porterà la sua esperienza di volontaria tra le corsie pediatriche d’ospedale per far sorridere i bambini ammalati da Napoli a Caserta passando persino dal Senegal alla Turchia. Una testimonianza di una vita impegnata per gli altri, con generosità e leggerezza, ispirante ed emotivamente stimolante”.

Abbiamo bisogno di ritrovarci in un comune sentire – precisa Mariagrazia – di connetterci con persone che “riconosciamo” come rappresentanti sani di umanità, che stimolino la percezione a migliorarci e a guardare fuori da noi, perchè solo amandoci possiamo poi fare bene agli altri. Niente di nuovo del resto, lo ha già detto Gesù prima di noi: “Ama il tuo prossimo come te stesso“, ma se non amiamo noi stessi, come faremo ad amare gli altri”?

Il GAR festeggia questo dicembre due anni di attività, dal 2018 ad oggi, due anni trascorsi a mettere in pratica un’idea: quella di sostenere le donne che sentono a volte un’emarginazione sociale senza saperne uscire, attraverso l’inclusione. Molte le donne sole, talvolta anche in famiglia. Meravigliose, ricche, eclettiche, generose, capaci di fare l’impossibile eppure trascurate, incomprese, abbandonate, sottovalutate. Non sempre ovviamente ma molto spesso.

Se avete un’amica in difficoltà – diciamo sempre prima di ogni incontro –  se conoscete qualcuna che rasenti la depressione e non vede la luce in fondo al tunnel, invitatela, portatela con voi, presentatecela. Non possiamo curarla, ma possiamo includerla“.

Oggi pomeriggio ore 18.00. Segui le info sulle pagine Facebook del GAR
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