Gaslighting: il corto “Io vivo per te” proiettato al PalArti di Capodrise e all’Università Milano-Bicocca

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Caserta – Ci sono forme di violenza che non sfociano in un contatto fisico, che non lasciano occhi neri o lividi sulla pelle. Forme infide, insidiose, fatte di parole che feriscono e di lunghi silenzi, che inducono la vittima a sentirsi “sbagliata”, facendo crollare ogni certezza di sé.

In occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne“, sono in programma due proiezioni pubbliche di “Io vivo per te“, lo short film sul Gaslighting di Rita Raucci, scritto con Claudio Lombardi e Paolo Mazzarella, diretto da Gaetano Ippolito e prodotto del Collettivo Paula: una in provincia di Caserta, l’altra nella città di Milano.

Il 23 novembre, alle 18:00, il cast sarà al Palazzo delle Arti di Capodrise per un confronto a più voci moderato da Tina Raucci. Dopo i saluti del sindaco Vincenzo Negro e dell’assessora alla Cultura Luisa D’Angelo, sono previsti gli interventi dell’ideatrice e interprete Rita Raucci, del regista Gaetano Ippolito e del coprotagonista del film, Peppe Romano. Saranno presenti, tra gli altri, anche il cosceneggiatore Paolo Mazzarella, il direttore della fotografia Damiano Errico e l’autore delle musiche Mauro Falardo.

Il 25 novembre, alle 10:00, il Collettivo sarà, invece, ospite dell’Università Milano-Bicocca per una mattinata di studi, moderata dalla giornalista Sabina Pignataro, sui molti volti della violenza e sulle azioni di prevenzione; in rappresentanza del cast ci sarà Rita Raucci. La riflessione coinvolgerà figure istituzionali e accademiche, esperti, rappresentanti degli studenti (tra cui, Diana De Marchi, Elisabetta Camussi, Marina Calloni, Marta Giaconi, Elisabetta Biffi, Daniela Cherubini, Tiziano Roberti). L’evento, voluto dal Comitato unico di garanzia dell’Università, sarà aperto dalla rettrice Giovanna Iannantuoni e introdotto da Patrizia Steca, presidente del Cug.

Il Gaslighting è una delle forme più subdole di violenza psicologica ed è una grave violazione dei diritti umani. Si esprime attraverso una manipolazione mentale insidiosa e costante, che induce la vittima, con false informazioni e inganni, a dubitare di sé stessa, fino a perdere autostima e autonomia di giudizio. Può manifestarsi in una relazione sentimentale, affettiva o professionale: non è una violenza di genere, per quanto le donne siano le vittime più ricorrenti. Chi la subisce, spesso, non se ne accorge e non denuncia; e, anche quando lo fa, il reato è difficile da provare e l’abusante resta impunito.

Apprezzato dai media e dai festival (finalista a Parigi, a Londra, a Stoccolma, “Best sound & music” al Black & white film festival in Canada e “Best women’s short film” al Golden leaf international film festival in India), il successo di “Io vivo per te” dimostra che verso la violenza psicologia non c’è semplice curiosità, ma attenzione vera. Quello della manipolazione e dell’abuso mentale nei rapporti interpersonali è un rischio concreto che travalica il genere, il ceto sociale e il grado culturale.