Massiccia partecipazione anche da Caserta.
La CGIL Campania chiama alla mobilitazione nazionale per chiedere la fine del genocidio in Palestina e sostenere la Global Sumud Flotilla
NAPOLI – Largo Berlinguer, ore 17:00. Sabato 6 settembre 2025, Napoli ospiterà una grande manifestazione promossa dalla CGIL Napoli e Campania per chiedere la fine del genocidio in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
L’iniziativa, parte della mobilitazione nazionale lanciata dalla CGIL, vedrà la partecipazione di associazioni, movimenti, partiti e cittadini da tutta la regione.
Da Caserta si prevede una presenza particolarmente significativa: partiranno numerosi autobus organizzati dalla Camera del Lavoro, con adesioni che coinvolgono giovani, cittadini, realtà associative e collettivi legati al sentire comune.
La mobilitazione casertana si distingue per la forte spinta dal basso, con una partecipazione trasversale che riflette l’indignazione e la volontà di agire di un territorio storicamente sensibile ai temi della pace e della giustizia.
“Napoli, città della pace e dell’accoglienza, non può restare indifferente di fronte a quanto sta accadendo a Gaza e in Cisgiordania”, si legge nella nota della CGIL.
L’organizzazione denuncia l’assedio militare, lo sfollamento forzato della popolazione palestinese in campi privi di sicurezza e assistenza, e il progetto E1 che mira a isolare Gerusalemme dal resto della Cisgiordania, compromettendo definitivamente la possibilità di uno Stato palestinese.
“Il governo israeliano ha deciso di proseguire l’assedio con una strategia che utilizza la fame come arma di guerra e straccia il diritto internazionale”, prosegue la nota. La CGIL sottolinea l’urgenza di un intervento da parte degli Stati democratici e delle istituzioni internazionali per fermare quella che definisce “una delle più gravi negazioni del diritto umanitario e internazionale”.

La manifestazione sostiene anche la Global Sumud Flotilla, iniziativa umanitaria e nonviolenta che, con decine di imbarcazioni partite da diversi paesi, tenta di rompere il blocco navale imposto su Gaza e portare aiuti alla popolazione civile.
“Non è più il tempo delle parole. Non possiamo accettare che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari e giornalisti, né che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste”, conclude il comunicato.
L’appello è chiaro: è il momento di agire. E da Caserta, in tantissimi hanno già risposto.








































