Gerardo Di Lella e la sua Big Band Orchestra al Parravano di Caserta

Gerardo Di Lella e la sua Big Band Orchestra al Parravano di Caserta
AUTOSTAR
santagata-2105
CASAVACANZE700
previous arrow
next arrow

Pianista, Arrangiatore, Compositore, Direttore d’Orchestra, Gerardo Di Lella ieri sera al Teatro Parravano ha incantato la platea

Sold out anche questa volta per la fortunata edizione di “Comunalia“, che per l’occasione ha visto esibirsi tredici elementi della Big Band Orchestra, fondata e diretta dal maestro Gerardo Di Lella, suddivisi in sezioni fiati (trombe, tromboni e sax), tastiera, chitarra elettrica, contrabbasso e batteria.

Tra i brani proposti, jazz, latin jazz e pop, arrangiati magistralmente, anche composizioni originali e facimenti, come “Alex’s dream” e “Passione”. Omaggi a Cole Porter, Frank Sinatra, Ferguson, Piazzolla, Ellington, solo per citarne alcuni, e midley dedicati alla musica jazz americana.

LORETOBAN1
anticheleuciane
previous arrow
next arrow

Al di là delle esecuzioni fortemente performanti e degli assoli virtuosistici, ha colpito la gestualità del direttore d’orchestra: diretto, essenziale, efficace e quasi “sonoro” negli attacchi, nelle chiusure e nei cambi di tempo. Un gesto piccolissimo, alto, preciso, finalizzato ad evidenziare i crescendi ed i vibrati, i glissati, gli staccati e le sonorità soffuse, gli stacchi finali.

Ad accompagnare la Big Band una bellissima voce, Antonella Vitale, la quale ha proposto un midley con grande bravura e professionalità: si sono percepite sensazioni introspettive e carezze vellutate di armonie moderne su melodie cantabili, insomma hanno trasportato l’ascoltatore in un mondo sonoro sfavillante.

Una “Besame mucho” ri-arrangiata e di grande impatto, scelta anche come bis a grande richiesta, canzoni che raccontano di amori sofferti, una bellissima “Easy to love” e tanti altri ricordi in musica hanno catalizzato l’attenzione fino alla fine del concerto.

Tra i brani strumentali più originali “Caravan” ed un pezzo scritto con un chitarrista tunisino: “Hosted”, il cui tessuto sonoro riporta immediatamente oltre i confini, verso atmosfere e colori nordafricani.