E’ giallo sui dischetti che hanno invaso le spiagge di Campania e Lazio: interviene il Codacons

Foto Claudio Ciriminna

Regione Campania – Ha provocato stupore e non poca preoccupazione in tutta Italia l’invasione dei misteriosi dischetti di plastica sulle coste del mar Tirreno: le regioni colpite sono la Toscana, la Campania e, soprattutto, il Lazio. Da Torvaianica ad Anzio, da Tarquinia ad Ischia, da Capri alla costiera sorrentina, migliaia e migliaia di oggetti di plastica trasportati dalle onde si sono riversati sulle spiagge facendo temere per probabili rischi per l’ambiente e per i nostri mari. I dischetti assomigliano a classiche cialde di caffè, hanno un diametro di 4 cm e mezzo, sono forellati e sono spessi 2 millimetri. Secondo l’associazione Clean Sea Life, che ha denunciato per prima il caso e se ne sta occupando, i dischetti sarebbero dei filtri utilizzati negli impianti di trattamento e depurazione delle acque: suilla superficie di questi oggetti crescerebbero i batteri che depurano l’acqua.

Un fenomeno simile è avvenuto negli Stati Uniti nel 2011, quando in mare finirono oltre 6 milioni di dischetti.

I dischetti sono stati visti per la prima volta intorno al 20 febbraio ad Ischia ma solo negli ultimi giorni hanno invaso le coste tirreniche del centro e del sud. Italia Fondamentale per ricostruire l’accaduto capire da dove sia partita l’invasione. Per questo motivo l’associazione Clean Sea Life ha chiesto ai cittadini di segnalare i ritrovamenti con tanto di foto e/o video, indicando se possibile anche la data dei primi avvistamenti nella località in questione. Chi vorrà inoltre potrà armarsi di sacchetto e guanti e liberare le spiagge dai dischetti.

Al caso lavorano l’Arpa del Lazio, i carabinieri, le capitanerie di porto, la Guardia Costiera, gli oceanografi del Lamma, il Cnr e la Fondazione per il clima e la sostenibilità.
Ma il mistero dei dischetti di plastica che stanno invadendo le coste tirreniche è finito anche all’attenzione della magistratura campana. Il Codacons ha presentato oggi un esposto alle Procure della Repubblica di Napoli e Salerno (oltre a quelle di Latina, Grosseto, Roma e Civitavecchia) chiedendo di aprire indagini urgenti sul territorio alla luce del reato di disastro ambientale.

E’ necessario accertare le responsabilità che si celano dietro alla vicenda, avviando le dovute indagini per i reati ambientali previsti dal nostro ordinamento – spiega il presidente Carlo Rienzi – In particolare chiediamo alla Procura di procedere al momento contro ignoti per la fattispecie di disastro ambientale, in relazione agli enormi danni subiti dalla flora, dalla fauna e dal paesaggio delle coste della Campania, da Capri e Ischia fino alla Costiera sorrentina, invase dei dischetti di plastica. Una volta individuati i responsabili, verso costoro dovrà essere disposta la misura dell’arresto in carcere considerata la gravità della situazione su numerose spiagge e le conseguenze per il territorio”.

L’associazione offre inoltre assistenza legale agli operatori turistici e alle strutture ricettive della Campania interessate dalla presenza dei dischetti per tutti i danni economici subiti, e ai cittadini residenti nelle aree coinvolte, ai fini delle dovute richieste risarcitorie che saranno avviate non appena individuati i responsabili dell’inquinamento di mari e spiagge – conclude il Codacons.