Gioco d’azzardo e sale slot, la ludopatia dilaga nel casertano: ora è il momento di reagire

Provincia di Caserta – L’azzardo – con annessa ludopatia – è diventato una vera e propria piaga sociale, che sta rovinando l’esistenza di tante persone e dello loro famiglie. Nei centri storici (ma anche nelle periferie) delle nostre città si assiste ad un fenomeno dilagante: mentre chiudono tante attività commerciali ed artigianali (a partire dalle edicole e libreria fino ai negozi di qualità e di prodotti tipici) quotidianamente spuntano come funghi nuove sale per azzardo e slot machines. Tutto ciò avviene sotto gli occhi inerti – e spesso indifferenti – dei sindaci ed amministratori locali, purtroppo anche dei cittadini e di quelle associazioni che si definiscono paladine della lotta per la legalità democratica.

Ormai Terra di Lavoro è diventata una sorta di capitale di questi traffici ed attività illecite, dietro cui spesso si cela anche il riciclaggio di capitali provenienti dall’economia criminale (controllata dalla cosiddetta camorra dei casalesi).

Per fortuna negli ultimi tempi a livello regionale e nazionale stanno emergendo alcune buone pratiche “virtuose”, come quella di Parma dove ieri il Consiglio comunale ha adottato un severo Regolamento che disciplina il settore, in base ad una normativa regionale che vieta l’installazione di sale a meno di 500 metri da locali di pubblica utilità (come scuole, ospedali, chiese, ecc.). Anche in Campania ci sono stati sindaci coraggiosi ed innovativi in tal senso, a partire da quelli di Napoli ed Anacapri. Anche se c’è da dire che la Giunta Regionale ha cominciato ad occuparsi di questo tema con una prima bozza di delibera, sottoposta anche al terzo settore.

Ricordiamo che la Giunta comunale di Caserta da qualche mese ha varato un provvedimento analogo, che ancora non ha completato l’iter necessario con l’approvazione del consiglio comunale da cui dipende la sua efficacia di norma da attuare. Ci auspichiamo che il sindaco Marino lo faccia in tempi utili. Nello stesso tempo ci rivolgiamo anche ai sindaci delle altre città (a partire dal generale Centore di Capua, dal mio amico dott. Renato Natale di Casal di Principe, come pure da quelli di Castel Volturno e di Mondragone: la Domiziana è diventata una sorte di Las Vegas!). A loro chiediamo cosa aspettano per prendere coscienza di questo fenomeno devastante sul piano umano e sociale, in primo luogo come amministratori ma anche come cittadini consapevoli?

In merito entro fine giugno organizzeremo un incontro pubblico a Caserta. Come rete “Mettiamoci in gioco” continuiamo a portare avanti una battaglia di civiltà, in primo luogo sul piano culturale ed educativo, anche con progetti da realizzare nelle scuole e con le famiglie. Siamo consapevoli che occorre anche una forte, documentata campagna e mobilitazione da parte del terzo settore e del volontariato, con l’apporto decisivo degli organi di stampa e di comunicazione.

Non da meno appare decisiva l’azione di prevenzione e di contrasto (anche con più moderni strumenti di controllo del territorio) da parte delle forze dell’ordine e della magistratura. A tal fine abbiamo attivato con Finetica Onlus un apposito sportello presso l’Enoteca Provinciale “Vigna Felix” di Caserta – nell’ambito del Laboratorio di Partecipazione CAOS in attuazione del progetto di coesione sociale Live in Italy di Aislo – come luogo di ascolto e di accoglienza sulle pari opportunità di accesso alla finanza etica ed al micro-credito agevolato per poter aiutare e sostenere le persone disagiate, a volte vittime di ludopatia e di forme di dipendenze patologica, a cui sono collegati alcuni fenomeni devianti (come l’usura o uso di droga).