Giovedì 24 Gennaio a Piedimonte Matese per ricordare gli Ebrei Italiani

Una scenda del film "La vita è bella" del 1997, diretto e interpretato da Roberto Benigni

Giovedì 24 Gennaio, a partire dalle ore 10:00, presso l’Auditorium Comunale, sito nel Chiostro di San Domenico, a Piedimonte Matese, si terrà il convegno “1938-2018: a 80 anni delle Leggi Razziali in Italia”.

Ad organizzarlo il Forum della Gioventù del luogo, insieme al Comune ed al Rotary Club per far ricordare a tutti, studenti e cittadini comuni, il terribile dramma degli ebrei, residenti in Italia, in seguito alla promulgazione delle Leggi Razziali.

Testimone oculare di quei giorni, che sarà presente per raccontarli, sarà Ugo Foà, uno degli ultimi sopravvissuti di quell’orribile periodo. Inoltre, da sottofondo ci saranno le musiche dei film La vita è bella (film drammatico del 1997 con la regia di Roberto Benigni) e di Schinder’s list (pellicola del 1993 con la regia di Steven Spielberg) eseguite dagli allievi del Liceo Musicale “G.Galilei”.

Le leggi razziali fasciste: dal Manifesto degli scienziati razzisti alle leggi

Tutto ebbe inizio con un documento, il Manifesto degli scienziati razzisti, che venne pubblicato sul Giornale d’Italia, il 24 luglio 1938 sulla grandezza della razza italiana (cap. 6), sull’inferiorità degli ebrei (cap. 9) e sul mantenimento della purezza della razza (cap. 10)

6 Esiste ormai una pura “razza italiana”. Questo enunciato non è basato sulla confusione del concetto biologico di razza con il concetto storico-linguistico di popolo e di nazione ma sulla purissima parentela di sangue che unisce gli Italiani di oggi alle generazioni che da millenni popolano l’Italia. Questa antica purezza di sangue è il più grande titolo di nobiltà della Nazione italiana.

9 Gli ebrei non appartengono alla razza italiana. Dei semiti che nel corso dei secoli sono approdati sul sacro suolo della nostra Patria nulla in generale è rimasto. Anche l’occupazione araba della Sicilia nulla ha lasciato all’infuori del ricordo di qualche nome; e del resto il processo di assimilazione fu sempe rapidissimo in Italia. Gli ebrei rappresentano l’unica popolazione che non si è mai assimilata in Italia perché essa è costituita da elementi razziali non europei, diversi in modo assoluto dagli elementi che hanno dato origine agli Italiani.

10 I caratteri fisici e psicologici puramente europei degli Italiani non devono essere alterati in nessun modo. L’unione è ammissibile solo nell’ambito delle razze europee, nel quale caso non si deve parlare di vero e proprio ibridismo, dato che queste razze appartengono ad un ceppo comune e differiscono solo per alcuni caratteri, mentre sono uguali per moltissimi altri. Il carattere puramente europeo degli Italiani viene alterato dall’incrocio con qualsiasi razza extra-europea e portatrice di una civiltà diversa dalla millenaria civiltà degli ariani.



Dal 18 settembre 1938 le leggi razziali furono promulgate a Trieste da Benito Mussolini, abrogate il 20 gennaio 1944, con i regi decreti-leggi n. 25-26 del 20 gennaio 1944. Nel codice vi erano, al capo I, i provvedimenti inerenti al matrimonio tra italiani e stranieri (art. 1 ed art. 2), in riferimento agli ebrei:

Art. 1 Il matrimonio del cittadino italiano di razza ariana con persona appartenete ad altra razza è proibito. Il matrimonio celebrato in contrasto con tale divieto è nullo.

Art. 2 Fermo il divieto di cui all’Art. 1, il matrimonio del cittadino italiano con persona di nazionalità straniera è subordinato al preventivo consenso del Ministro per l’interno. I trasgressori sono puniti con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a lire diecimila

al capo II alla presenza in Italia degli ebrei (art. 8), su ciò che potevano fare o non fare (art. 10),

Art. 8 Agli effetti di legge: a) è di razza ebraica colui che è nato da genitori entrambi di razza ebraica, anche se appartenga a religione diversa da quella ebraica; b) è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di cui uno di razza ebraica e l’altro di nazionalità straniera; c) è considerato da razza ebraica colui che è nato da madre di razza ebraica qualora sia ignoto il padre; d) è considerato di razza ebraica colui che, pur essendo nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, appartenga alla religione ebraica, o sia, comunque, iscritto ad una comunità israelitica, ovvero abbia fatto in qualsiasi altro modo, manifestazioni di ebraismo. Non è considerato di razza ebraica colui che è nato da genitori di nazionalità italiana, di cui uno solo di razza ebraica, che alla data del 1º ottobre 1938 – XVI, apparteneva a religione diversa da quella ebraica.

Art. 10 I cittadini italiani di razza ebraica non possono: a) prestare servizio militare in pace e in guerra; b) esercitare l’ufficio di tutore o curatore di minori o di incapaci non appartenenti alla razza ebraica; c) essere proprietari o gestori, a qualsiasi titolo, di aziende dichiarate interessanti la difesa della Nazione, ai sensi e con le norme dell’Art. 1 del R. decreto – legge 18 novembre 1929 – VIII, n. 2488, e di aziende di qualunque natura che impieghino cento o pi* persone, né avere di dette aziende la direzione né assumervi, comunque, l’ufficio di amministratore o di sindaco; d) essere proprietari di terreni che, in complesso, abbiano un estimo superiore a lire cinquemila; e) essere proprietari di fabbricati urbani che, in complesso, abbiano un imponibile superiore a lire ventimila. Per i fabbricati per i quali non esista l’imponibile, esso sarà stabilito sulla base degli accertamenti eseguiti ai fini dell’applicazione dell’imposta straordinaria sulla proprietà immobiliare di cui al R. decreto – legge 5 ottobre 1936 – XIV, n. 1743. Con decreto Reale, su proposta del Ministro per le finanze, di concerto coi Ministri per l’interno, per la grazia e giustizia, per le corporazioni e per gli scambi e valute, saranno emanate le norme per l’attuazione delle disposizioni di cui alle lettere c), d), e).



anche in ambito pubblico (art. 13):

Art. 13 Non possono avere alle proprie dipendenze persone appartenenti alla razza ebraica: a) le Amministrazioni civili e militari dello Stato; b) il Partito Nazionale Fascista e le organizzazioni che ne dipendono o che ne sono controllate; c) le Amministrazioni delle Provincie, dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza e degli Enti, Istituti ed Aziende, comprese quelle di trasporti in gestione diretta, amministrate o mantenute col concorso delle Provincie, dei Comuni, delle Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza o dei loro Consorzi; d) le Amministrazioni delle aziende municipalizzate; e) le Amministrazioni degli Enti parastatali, comunque costituiti o denominati, delle Opere nazionali, delle Associazioni sindacali ed Enti collaterali e, in genere, di tutti gli Enti ed Istituti di diritto pubblico, anche con ordinamento autonomo, sottoposti a vigilanza o a tutela dello Stato, o al cui mantenimento lo Stato concorra con contributi di carattere continuativo; f) le Amministrazioni delle aziende annesse o direttamente dipendenti dagli Enti di cui alla precedente lettera e) o che attingono ad essi, in modo prevalente, i mezzi necessari per il raggiungimento dei propri fini, nonché delle società, il cui capitale sia costituito, almeno per metà del suo importo, con la partecipazione dello Stato; g) le Amministrazioni delle banche di interesse nazionale; h) le Amministrazioni delle imprese private di assicurazione.

Un brutto risveglio

Docenti universitari, insegnanti, medici, gente comune, impiegati tutta una grande fetta della società italiana fu costretta inizialmente a dover rinunciare a tutti i loro diritti ed al loro lavoro fino alla loro deportazione nei campi di concentramento italiani e polacchi. Nelle foto alcune drammatiche scene di come cambiò la società italiana:

 

 

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