Giuseppe Giacobazzi in “Io ci sarò” il 27 marzo al Teatro Acacia di Napoli

La spumeggiante verve di Giuseppe Giacobazzi sarà in scena a Napoli al Teatro Acacia. L'evento promosso da AD Management Srl porterà sul palco partenopeo il comico romagnolo che caratterizza le sue esibizioni per l'accento tipico e l'abbigliamento un po' rétro e démodé al quale ci ha abituati.

Giuseppe Giacobazzi

Giacobazzi nasce come conduttore radiofonico nel 1985 in una radio privata in cui resta in attività fino al 1992 facendo, in questo periodo, sporadiche presenze in trasmissioni in onda su emittenti private. È una colonna portante dello spettacolo “Costipanzo Show” assieme a Maurizio Pagliari, alias Duilio Pizzocchi. Il debutto su un vero palcoscenico avviene il 19 marzo 1993 con la presentazione del Maurizio Costanzo Show ma ben presto torna a presenziare in alcune trasmissioni di reti locali e in alcune pubblicità per le aziende dell’Emilia-Romagna. Nel 2001 viene pubblicato il suo primo libro “Sburoni si nasce” di cui è l’autore. Ma il vero successo arriva nel 2005 con il debutto a Zelig Off in cui, nelle varie serate, intrattiene il pubblico con storie e poesie surreali. Tipica del suo show è la scena d’apertura in cui, tenendo in mano una cartelletta gialla, finge sia un palmare e i documenti all’interno siano i fogli lettronici. Viene notato dagli autori di Zelig Circus che lo promuovono così in prima serata su Canale 5. Dal 2007 al 2010 è comico a Zelig. Nel 2008 partecipa anche a una puntata della sesta serie di Don Matteo, in cui interpreta la parte di un assassino. Sempre nel 2008 viene pubblicato un altro suo libro: “Una vita da paura” che ha avuto molto successo. Nel 2009 viene pubblicato il suo terzo libro: “Quel tesoro di mio figlio”. Tipiche della sua parlata sono le espressioni pavura, povesia e la sua parlata dialettale: Stupito ed emozionato egli (il Poveta) si inginocchiò e disse “cut vegna un chencar, sei proprio te… l’insuperabile, l’insormontabile (ecc. ecc.) Ravul?”

Il lavoro dell’attore è fatto anche di viaggi e durante i viaggi ci si trova inevitabilmente a pensare. Quando pensi, pensi a te e a quello che stai vivendo, a quello che hai vissuto e a quello che eventualmente potrà essere il tuo futuro. Oggi, Giuseppe Giacobazzi, è un genitore di 53 anni con una figlia di 3 e quindi si è ritrovato a pensare: riuscirò a vedere i miei nipoti e nel caso li riesca a vedere a rapportarmi come fa un nonno e quindi a viziarli, a giocare con loro, a parlarci e raccontargli delle storie, cercando di dare consigli che non verranno sicuramente ascoltati, a spiegare loro anche questo buffo movimento di sentimenti che è la vita. La vita, la mia vita, per come l’ho vissuta , per dove l’ho vissuta, per gli anni che l’ho vissuta, per chi l’ha vissuta con me. Insomma, poter riuscire a comunicare a due generazioni interposte, che poi, di solito, dovrebbe essere il mestiere dei nonni con i nipoti.

Teatro Acacia
Struttura realizzata negli anni ‘50, l’epoca d’oro del cinema che rende il locale uno dei più frequentati del Vomero sin dall’apertura; l’Acacia inizia una stagione di successo, e negli anni ottanta affianca alla normale programmazione cinematografica, anche un cartellone teatrale. Ma è solo nel novembre del 2005 che l’Acacia viene trasformato definitivamente in teatro, rispondendo all’esigenza del pubblico di un nuovo punto di riferimento culturale al Vomero: l’elegante sala dell’Acacia, con 673 posti in platea e 226 in galleria, completamente restaurata per adattarla alle esigenze tecniche, risponde alle aspirazioni di svago del pubblico.

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