Giuseppe Tamburro interviene su temi urgenti da affrontare: “Disabilità, integrazione, progettualità: questi i cardini che restituiscono dignità alle persone”

Giuseppe Tamburro

Che l’avvocato Giuseppe Tamburro abbia deciso di candidarsi alle prossime elezioni regionali, con Forza Italia e Stefano Caldoro per dare voce alle istanze del Terzo Settore e porre la propria esperienza al servizio di una politica regionale che con Forza Italia può segnare la svolta, è cosa ben chiara.

Come è chiaro che tra lepriorità di Tamburro c’è l’urgenza di predisporre gli strumenti necessari ad affrontare la disabilità in ogni sua forma,  per essere vicini e utili alle famiglie e ai soggetti interessati che chiedono tre diritti imprescindibili: dignità, integrazione, progettualità.

Si parla tanto di AUTISMO e di terapia ABA, ad esempio – spiega Giuseppe Tamburro, dirigente nazionale del Banco delle Opere di Carità che siede da quindici anni ai tavoli consultivi di programmazione, nazionale ed europea, per il contrasto alle diseguaglianze sociali, per lo sviluppo di attività a favore delle persone indigenti, della sussidiarietà e dell’integrazione sociale – Ma autismo non è solo ABA, e soprattutto autismo non è solo infanzia.

Tanti e forse troppi sono i pazienti oramai adulti affetti da autismo che necessitano di assistenza. Ma che tipo di assistenza?Di certo non assistenza ambulatoriale o riabilitativa.

A cosa serve loro un’ora a settimana di terapia occupazionale? Quanto è dura per le famiglie vedere i propri figli dimenticati ed abbandonati in casa senza stimoli.

Ma i servizi da offrire per questi “adulti affetti da autismo” quali sono?

L’autismo oggi rientra nella presa in carico non più da parte del servizio riabilitazione dell’Asl ma dalle UOSM – Unità Operative di Salute Mentale – dei distretti della Asl.

Tante sono le divergenze nel trattamento tra pazienti psichiatrici e soggetti autistici. Ebbene, quale tipo di assistenza possiamo prevedere per loro?

La Asl ormai opera con progetti terapeutici riabilitativi individuali della durata massimo di 36 mesi. In questo tempo si lavora per un recupero del paziente.

Quindi un paziente autistico adulto in 36 mesi può recuperare?Davvero? Questa è una grande eresia!

Sono tante le famiglie che chiedono aiuto, vorrebbero poter sapere che i propri figli hanno un posto dove stare tutto il giorno per essere seguiti e motivati.

E questo manca. Una lacuna imperdonabile che sottoporrò all’attenzione dei tavoli decisionali della Regione Campania una volta eletto, affinché si preveda subito una spesa socio-sanitaria specifica per soggetti autistici adulti che necessitano di una assistenza quotidiana in centri diurni dove vengano stimolati e dove possano trascorrere del tempo in compagnia di “compagni di viaggio” e di personale qualificato che li assista“.