Gli Avion Travel nella loro Caserta esaltano le suggestioni del Belvedere di San Leucio

Prosegue la ricca programmazione che il Napoli Teatro Festival quest’anno ha appositamente dedicato all’Universiade 2019. La manifestazione ha voluto dare il proprio contributo a questo storico evento sportivo, proponendo una selezione di spettacoli ambientati in luoghi di particolare interesse della Campania.

Nell’ambito di questa rassegna, ieri sera il gruppo casertano degli Avion Travel ha voluto dedicare una data del Privè Tour 2019, esibendosi nella cornice del magnifico scenario del Belvedere di San Leucio con il nuovo quintetto al completo.

Il concerto è stato aperto dalla giovane cantante siciliana Francesca Incudine, vincitrice della Targa Tenco 2018, con il suo disco Taraké. Ad assegnarle  questo prestigioso riconoscimento è stata una giuria composta da oltre 300 giornalisti musicali che ha premiato “Tarakè” come il disco in dialetto più bello del 2018. La cantautrice ennese ha vinto anche l’ultima edizione del Premio Bianca d’Aponte, dedicato alle cantautrici femminili, con la canzone “Quantu stiddi”. Avendo vinto anche il premio della critica “Fausto Mesolella”, la scelta come opening act è stata quasi obbligata.

La cantautrice, che si esibisce in ensemble con Carmelo Colajanni e  Manfredi Tumminello, seppur giovanissima, può vantare già un ricco palmares. Nel 2010 vince il premio Andrea Parodi per la World Music con il brano Fimmini di cui è autrice. Nuovamente al Premio Parodi nel 2013 riceve il premio della critica, premio Miglior Testo, premio Migliore Musica e premio dei bambini con il disco Iettavuci. Nel 2014 vince il Primo Premio e il Premio Speciale Muovi la Musica nel concorso per cantautori “L’artista che non c’era”. Nel 2016 vince il premio della critica “Piero Calabrese”.

La suggestiva cornice del cortile principale del Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio ha fatto da sfondo al piccolo concerto del gruppo, attuale rappresentante della musica popolare siciliana, i cui testi scritti dalla cantante evocano suggestioni lontane e commistioni con la vita di oggi, avvalendosi dell’uso di strumenti popolari quali il flauto a canne (in versione doppia), la zampogna, la ciaramella, il clarinetto (Carmelo Colajanni), la chitarra (Manfredi Tumminello) ed i tamburi a cornice (Francesca Incudine).

I brani, presentati dalla stessa cantautrice, sono stati scelti con l’intento di creare un legame “storico” con la tradizione, la cultura del Sud che un tempo accomunava la Campania e la Sicilia nel Regno delle due Sicilie, le cui testimonianze si rilevano ancora oggi nel campo artistico in generale.

Invitando il numeroso pubblico ad accompagnare ritmicamente le canzoni con il battito delle mani, Francesca Incudine ha interpretato con dolcezza ed incisività i brani, non a voce spiegata e profonda come siamo soliti ascoltare nelle melodie popolari campane, ma quasi come un vento che accarezza ed accompagna l’ascoltatore ad immaginare luoghi della terra siciliana baciati dal sole: come il caso di “Taraké”, dedicata alla raccolta del tarassaco.

In quest’ultimo brano la cantante ha reiterato il ritornello, quasi a sottolineare la partecipazione con il pubblico totalmente condivisa, sottolineando quanto per il gruppo la serata sia stata speciale ed emozionante anche per aver avuto l’opportunità di essere accanto agli Avion Travel: infatti in uno dei brani eseguiti da Peppe Servillo egli stesso ha chiesto l’accompagnamento con la chitarra a Manfredi Tumminello.

Peppe Servillo

Superfluo affermare quanto i casertani ieri sera abbiano apprezzato il concerto degli Avion Travel, musicisti nati nella città ed ormai noti in campo internazionale, i quali vantano un primo posto al Festival di Sanremo nel 2000 e tantissimi concerti all’attivo.

La voce accattivante ed a volte ironica di Peppe Servillo fa di lui un personaggio istrionico, che domina e regola la scena in ogni suo brano, inducendo i musicisti a seguirlo, ad improvvisare, a prolungare un fine-canzone crescendo musicalmente in modo quasi ossessivo, come accade nelle tammurriate: il pubblico non può non essere parte della performance, né rimanere indifferente o non capire il senso del testo!

Indubbiamente i testi e le musiche degli Avion Travel non sono comuni: giri armonici particolarmente intriganti, dissonanze, dissolvenze, brani a volte atonali, la cui difficoltà di intonazione è palese. Scherzando su questo, Peppe Servillo nel finale di concerto ha sbagliato la giusta intonazione di un attacco e, riferito al tastierista, ha detto che è importantissimo il ruolo del pianista, poichè aiuta notevolmente nell’ impostazione tonale e quindi ha aggiunto “guardiamoci!

Il nuovo album di canzoni “Privé” uscito il 18 maggio dell’anno scorso anno, ha segnato il ritorno degli Avion Travel sulle scene del panorama discografico. La band, che vinse il Festival di Sanremo nel 2000 con “Sentimento”, non pubblicava un disco di inediti dal 2003, ovvero dalla pubblicazione di “Poco mossi gli altri bacini”. Dopo anni di separazione, in cui ognuno dei membri della band ha seguito progetti paralleli, nel 2014 gli Avion Travel sono tornati assieme per la serie di concerti del Retour.

Nell’attuale formazione non c’è più il chitarrista Fausto Mesolella, scomparso improvvisamente il 30 marzo del 2017. Questa grande perdita ha reso più travagliata la realizzazione del nuovo album e in parte ne ha influenzato le tematiche e le atmosfere. Quattro brani del disco portano la firma di Mesolella. Le altre canzoni sono state scritte da Mario Tronco, Ferruccio Spinetti e Peppe D’Argenzio, due da Pacifico.

Perché il titolo Privé? A questa domanda posta da Carlo Moretti di Repubblica.it, Peppe Servillo ha risposto: “Intanto per l’omonima canzone in cui racconto un personaggio senza esprimere un giudizio, e poi perché le storie di questo disco sono faccende private in cui si riflette una storia comune. E’ il mestiere delle canzoni, ovvero la loro capacità di concentrarsi sul privato, su qualcosa che si conosce per arrivare a diventare materia condivisa. Tra l’altro, privé e privilegio hanno la stessa radice: quando una canzone riesce a diventare una chiave di comunicazione è davvero un privilegio, soprattutto oggi, in un mondo anche musicale in cui queste sono diventate occasioni sempre più rare“.