Gli Avion Travel tornano con “Privè” dopo 15 anni di tour

Un nuovo album di inediti per la 'piccola orchestra', a 15 anni dal precedente disco e ad un anno dalla scomparsa del chitarrista Fausto Mesolella. Intervista a Peppe Servillo: "Proprio quel giorno avevamo cominciato a lavorare alle nuove tracce"

Con un nuovo album di canzoni intitolato Privé, in uscita oggi, venerdì 18 maggio, tornano gli Avion Travel. Erano quindici anni che la band vincitrice del Festival di Sanremo nel 2000 con Sentimento non pubblicava un disco di inediti, ovvero dalla pubblicazione nel 2003 di Poco mossi gli altri bacini. Dopo anni di separazione in cui ognuno dei membri della band ha seguito progetti paralleli, nel 2014 gli Avion Travel sono tornati assieme per la serie di concerti del Retour.

Rispetto a quella formazione non c’è più il chitarrista Fausto Mesolella, scomparso il 30 marzo dello scorso anno, proprio nel giorno in cui la band aveva deciso di mettersi al lavoro sul nuovo disco. Un segno che ha certamente complicato la gestazione dell’album e in parte caratterizzato le atmosfere del nuovo lavoro.

Mesolella aveva già cominciato a lavorare ad alcuni nuovi brani, firma quattro delle dieci tracce del disco e in una delle canzoni, intitolata Caro Maestro, suona la chitarra e canta. Mentre le altre canzoni sono state scritte da Mario Tronco, Peppe D’Argenzio e Ferruccio Spinetti e due, tra le quali la bella Alfabeto, da Pacifico. Nei concerti che terranno nel tour che parte da Milano il 16 giugno, gli Avion Travel eseguiranno il disco per intero.

«Privé» non è neanche interamente inedito. Contiene, per la prima volta fatti da loro, pezzi degli Avion Travel già cantati con successo da Patty Pravo o dalla Mannoia e da Petra Magoni, nella formazione Musica Nuda con Ferruccio Spinetti (un Travel pure lui).

C’è Servillo e Servillo. Se il fratello maggiore trionfa al cinema con «Loro» 1 e 2, Peppe è l’anima cantante della band. Con una misura, una teatralità disinvolta che percorre i testi, scritti da lui stesso in gran parte e questa volta con lo zampino dell’ottimo Pacifico. Sono canzoni che si ascoltano con gusto e si ricordano facile, infilandosi in storie bizzarre, piccoli film come «Il Cinghiale» con la caccia notturna alla bestia e i fruscii della campagna, o la liquida «A me gli occhi» con l’ottimo sax di Peppe D’Argenzio.