Gli ispettori del Vaticano a Casapesenna per indagare su don Michele Barone

Casapesenna (Caserta) – Non soltanto la giustizia ordinaria ma anche quella “spirituale” giudicherà le colpe di don Michele Barone, il sacerdote (oggi sospeso dalla funzione) accusato di abusi sessuali su una ragazzina di 13 anni: nei prossimi giorni infatti al Tempio di Casapesenna, fino a qualche tempo fa “casa” di don Michele, arriveranno degli ispettori da Città del Vaticano per condurre un’indagine interna e raccogliere quanto più materiale possibile sul sacerdote, in modo da poter poi approfondire la sua posizione e prendere i provvedimenti del caso.

Don Michele, recluso nel carcere di Vallo della Lucania, sarà sottoposto come riportato nei giorni scorsi a giudizio immediato a partire dal prossimo mese di giugno: dovrà difendersi dalle accuse relative alle violenze attuate durante i riti di esorcismo, agli abusi sessuali sulla 13enne e anche alle lesioni permanenti all’orecchio che avrebbe provocato alla minore. Ricordiamo che don Michele non era autorizzato dalla Diocesi di Aversa a svolgere riti di esorcismo in quanto il sacerdote designato per questa funzione era ed è un altro. A carico del prelato ci sono inoltre le accuse di due giovani  ex adepte della sua setta, le quali hanno dichiarato di essere state costrette in diverse occasioni a compiere o subire palpeggiamenti, rapporti orali e altri atti a sfondo sessuale sia all’interno del Tempio di Casapesenna sia durante alcuni pellegrinaggi, in particolare a Medjugorie.

Tra il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e il Vaticano si deciderà nei prossimi mesi il destino di don Michele Barone,  il quale rischia condanne pesanti sia dal punto di vista giuridico (il prete è difeso dall’avvocato Carlo Taormina) sia da quello ecclesiastico.

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