Gli Oss precari dell’Azienda Ospedaliera di Caserta scrivono a Conte: “Assunzione dopo l’emergenza, siamo stati indispensabili”

I circa 80 operatori Socio Sanitari dell’Aorn di Caserta si giocano tutte le carte possibili perché gli venga riconosciuto non solo un ruolo necessario all’interno di questa emergenza, ma affinché tutto il lavoro di questi mesi sia premiato con un contratto vero.          

Rosa della Ventura, delegata Cisl Caserta è categorica: “Siamo davvero stanchi di questo tempo sospeso, di non sapere cosa ne sarà di noi, qualcuno deve pur darci delle indicazioni su quello che sarà il nostro futuro. Siamo dei fantasmi da troppo tempo e visto che la sanità regionale non ci vede abbiamo pensato di scrivere direttamente al Governo, presidente del Consiglio e Ministro della Salute“.

Di seguito la lettera inviata ai rappresentanti del Governo, il presidente Giuseppe Conte ed il ministro della sanità Roberto Speranza:

Egregio Presidente, Egregio Ministro,

questa per Voi sarà probabilmente l’ennesima lettera ricevuta, ma per me e per i miei colleghi è un’occasione – l’unica – di poter esporre a Voi la nostra situazione e per questo spero che possa essere presa in considerazione.

Mi presento: mi chiamo Rosa Della Ventura, vivo a Maddaloni, un Comune della provincia di Caserta, e sono un’Operatrice Socio Sanitaria e delegata Cisl del settore. Lavoro da 13 anni all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta. E sono una lavoratrice interinale. Non le scrivo solo a titolo personale, ma anche per conto di tutti i miei colleghi precari che – come me – lavorano all’ospedale casertano da oltre un decennio.

Quella a cui appartengo è una categoria ancora poco conosciuta e considerata, ma che svolge un ruolo necessario ed importante per il buon funzionamento delle attività sanitarie. Come me, tanti altri colleghi da anni svolgono con professionalità e abnegazione il proprio lavoro. Lo stiamo facendo anche durante questa terribile emergenza, senza risparmiarci, nonostante la mancanza di dpi e i rischi quotidiani.

Non Vi nascondo che la preoccupazione è tanta. Torniamo a casa dai nostri familiari convivendo con la paura costante di mettere a rischio anche la loro salute. E poi c’è la beffa: tra qualche giorno potremmo non avere più neanche un lavoro. 

Presidente Conte, più volte nei Suoi discorsi ha ripetuto una frase che abbiamo tutti interpretato come un segnale di speranza: “lo Stato c’è, lo Stato non dimentica nessuno”. Ha fatto anche un riferimento ai lavoratori atipici, agli infermieri, agli Oss come siamo io ed i miei colleghi. La prego però di non dimenticare tutti noi interinali. Non è semplice vivere in un limbo: contribuire ad assicurare i Lea nonostante le leggi e le indicazioni regionali siano contro di noi. 

“Lo Stato c’è” e allora Le chiedo che ci sia davvero, per tutti però. 

Il mio appello va a Lei e al Ministro Speranza affinché questa emergenza possa essere anche l’occasione – tra tanto dolore – per valorizzare professionalità dimenticate, fornendo indicazioni diverse alle Regioni e far sì che i nostri anni di lavoro siano riconosciuti. Abbiamo diritto anche noi, dopo decenni, di avere una sicurezza lavorativa. 

Credo ancora nello Stato e voglio credere farete il bene di tutti noi, lavoratori invisibili, ma che ogni giorno nel rispetto del ruolo e in silenzio sono lì nelle corsie”.