Se gli uomini andassero sulla luna cosa succederebbe? Sulla luna con una poesia di Gianni Rodari

Proprio CasertaWeb ha dedicato un ampio spazio alle manifestazioni dedicate alla luna ed all’allunaggio del 20 luglio, a Capua con Dillo alla luna e con Luna Rossa all’anfiteatro di Santa Maria Capua Vetere, del 19 luglio al Museo Campano di Capua con Mater Luna: consiglio a chi non l’avesse fatto ancora di leggere gli articoli così da sapere come si svolgeranno queste bellissime manifestazioni.

Questo satellite, care lettrici e cari lettori, sin dall’antichità ha ispirato miti e leggende che sono giunte fino a noi. Già durante l’epoca primitiva, l’uomo osservava il movimento lunare come dimostrano siti come Stonehenge ma chi volesse visitare luoghi dello stesso tipo in Italia può visitare La Thuile in Valle d’Aosta, a Cavaglià in Piemonte, Bomba in Emilia Romagna, Nuvolera e Rovagnate in Emilia Romagna, a Sarnano nelle Marche, a Comano/Camporaghena o Fivizzano/Agnolo/Agnino in Toscana, a Ruvo di Puglia, a Sorgono e Paulilatino in Sardegna ed a Montalbano Eliconia in Sicilia. Subito si iniziò anche a capire l’importanza della luna per il calendario: in Egitto, ad esempio, è inciso un calendario lunare sulla tomba dell’architetto reale Semmut della XVIII dinastia; gli Ebrei, come i Greci, facevano iniziare l’anno nuovo col novilunio o con la prima falce di luna; Solone, uomo politico greco, forse rifacendosi agli ebrei, fu il primo a dare inizio al calendario civile a partire dalla prima falce di luna che appariva in cielo e dopo di lui tanti singoli scienziati o città personalizzarono il calendario, fino al famoso astronomo ateniese Metone. Anche i Celti, come gli Arabi, avevano il calendario lunare. Gli antichi Cinesi introdussero a partire dal V sec. a.C. le dimore lunari ed il calendario era prima lunare, iniziando con la prima luna nuova, in seguito lunisolare.

Accanto all’opera scientifica la religione iniziò anche a divinizzare la luna, che fu quasi sempre mitizzata attraverso due divinità. Per i Sumeri era sia femminile che maschile: c’era la dea Nanna o Zu-en che doveva aiutare l’uomo a calcolare il tempo e aveva tra le mani il destino dell’umanità ma esisteva anche il dio Sin, inteso come l’astro della conoscenza e guida per i viaggi notturni. Per i Babilonesi, nonostante l’astronomo Berosso cercò di studiare in modo razionale la luna, era venerata come Ishtar, associata all’amore ed alla fertilità o come Lilith, la dea lunare malvagia. Per gli Ebrei la luna si muoveva su di un carro ma non era una dea. I Greci avevano tre divinità lunari: Selene (luna piena), che rappresentava principalmente il nostro satellite, che spariva ogni notte dal cielo e si univa ad un giovane, Endemione, da cui ebbe 50 figlie, le stelle; Artemide (luna crescente), la dea cacciatrice protettrice della natura; Ecate, la dea-luna, vecchia, legata ad incantesimi e sortilegi (luna calante). I Romani, invece, Diana, assimilabile ad Artemide, conviveva con Ecate, la stessa dea greca, adottata dal mondo religioso latino. Per gli Inca, era divinizzata come Mama Killa o Quilla, rappresentata come un disco d’argento dal volto umano, protettrice delle donne sposate. Per gli antichi Indiani d’America, la luna aveva generato insieme al sole gli uomini, era rappresentata come una spirale ed era aiutata a sostenere il cielo con un bastone infisso nel terreno.

Le eclissi erano mitizzate dagli Egizi con la lotta tra il serpente Apopi ed il dio del sole Ra, che, per combatterlo, spariva dal cielo. Quando ciò accadeva, il popolo egiziano andava in aiuto al dio, pregando, piangendo, facendo riti sacri o molto rumore per spaventare Apopi. Tra mito e scienza sono invece le indicazioni che i Babilonesi offrivano sulle tavolette del testo Enuma-Anu-Enlil, in cui ad ogni eclissi c’era anche un’indicazione metereologica legata ad una divinità o una previsione del futuro. A livello mitico, invece, l’eclissi era causata da sette spiriti maligni: quando accadeva, tutta la popolazione si rifugiava nel tempio, dove si copriva la testa, piangeva e pregava mentre il sacerdote, dopo aver acceso il fuoco, pregava le forze divine della natura. Per i Cinesi, invece, l’eclissi avveniva quando un dragone (non la luna) tentava di mangiare il sole.

Al ciclo lunare era connesso anche il ciclo mestruale; il latino menstruum, infatti, deriva da mensis, che indicava originariamente la Luna; in molte lingue odierne, come in Francia, è ancora presente il legame con la luna, tanto che viene chiamato “il momento della Luna”; la più antica testimonianza di questo rapporto è rappresentato dalla Venere di Laussel, di epoca paleolitica, ritrovata in Francia, in cui sono rappresentate le tacche dei giorni mestruali e la mano sul grembo ad indicare sia le mestruazioni sia la fecondità.

Infine i nostri cari amici licantropi o lupi mannari, che, sin da piccoli, ci hanno spaventato o emozionato: quando c’era la luna piena questi uomini si trasformavano in lupo. In molti paesi ancora oggi si tramandano leggende sui lupi mannari. Scientificamente, visto che veramente esistono questi fenomeni ma non così eclatanti come appaiono nelle leggende o nei racconti di Pirandello, Maupassant e Landolfi, sono legati ad una terribile malattia.

Gianni Rodari

Dopo aver spiegato l’importanza della luna, leggiamo una poesia di Gianni Rodari, che ci fa capire cosa succederebbe se gli uomini andassero sulla luna….

Se anche voi, cari lettori, anche casertani e dell’hinterland, scrivete poesie e vi piacerebbe inserirne una in questa rubrica basta inviarcela all’indirizzo email poesia2019@virgilio.it, riportando: titolo e testo della poesia, nome autore e breve nota di commento. Ecco, quindi, la poesia…buona lettura a tutti.

Sulla luna di Gianni Rodari

Sulla luna, per piacere,
non mandate un generale:
ne farebbe una caserma
con la tromba e il caporale.
Non mandateci un banchiere
sul satellite d’argento,
o lo mette in cassaforte
per mostrarlo a pagamento.
Non mandateci un ministro
col suo seguito di uscieri:
empirebbe di scartoffie
i lunatici crateri.
Ha da essere un poeta
sulla Luna ad allunare:
con la testa nella luna
lui da un pezzo ci sa stare…
A sognar i più bei sogni
è da un pezzo abituato:
sa sperare l’impossibile
anche quando è disperato.
Or che i sogni e le speranze
si fan veri come fiori,
sulla luna e sulla terra
fate largo ai sognatori!

Grazie a tutti quelli che seguono questa rubrica e…buon allunaggio a tutti !